Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <376>
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376 Raffaele Molinelli
doravano l'unità della fedo religiosa una l'orza di coesione oltremodo potente per la nazione e perciò degna di essere preservata da ogni attentato . Anche a queste posizioni si era cercato, ed inutilmente, di reagire presentando un ordine del giorno che dichiarava esservi opposizione tra nazionalismo e partito cleri­cale per la dipendenza di questo da una gerarchia fuori dello Stato italiano .
Ad aggravare e a rendere insanabile il contrasto fra le due correnti, fra quella, per così dire, integralista e l'altra liberale, veniva, poi, la relazione RoccoCarli sulla politica economica interna e specialmente quella di Rocco sulla politica doganale. Le due relazioni venivano appoggiate da due ordini del giorno che facevano, sì, un'esaltazione dell'organizzazione privatistica della produzione e del capitale e davano assicurazioni sulla limitatezza degli interventi statali, ma che affermavano pure, e senza reticenze, che il libero scambio corrispondeva ad una concezione individualistica internazionalistica e materialistica della società e che la protezione doganale e sacrifici del genere potevano esser fatti dalla nazione per sopperire alla inferiorità delle sue condizioni naturali, per suscitare energie produttive, per provvedere ad industrie connesse con la prepa­razione militare . I liberisti sotto gli attacchi ed anche le insinuazioni e gli insulti dei protezionisti non credettero opportuno nemmeno proporre le loro istanze alla decisione dell'assemblea. ')
Il distacco fra le due correnti del movimento nazionalista era ormai diventato un fatto compiuto.
Alfredo Rocco, nell'ultima giornata del congresso, teneva, poi, una relazione sul programma sociale, che costituiva un chiaro invito ad una politica realmente imperialistica: il nazionalismo egli affermava dice ai lavoratori italiani che al di là delle frontiere c'è tutto ciò che a noi manca, tutto ciò che manca al popolo italiano ; '-' si augurava, inoltre, per la soluzione dei conflitti di lavoro, il sorgere di sindacati misti, sull'esempio tedesco e belga, che avrebbero potuto, però, riprendere il nome, tutto italiano, di corporazioni. L'ordine del giorno ap­provato sulla questione sociale riconfermava che l'elevazione del tenore di vita delle classi lavoratrici si doveva ricercare non soltanto in ima diversa distribu­zione della ricchezza interna, ma principalmete in una diversa distribuzione internazionale della ricchezza, in un aumento della produzione interna ; faceva l'elogio dei cartelli industriali, richiedeva il riconoscimento giuridico delle organizzazioni dei lavoratori e la costituzione di sindacati nazionali , cioè misti.3)
1 ) Fu presentato solo un o.d.g. di opposizione a firma di Bel Lago con il chiarimento: il nazionalismo non è antiindividualista .
2) In un discorso a Milano nel febbraio aveva anche detto: La giustìzia fra le na­zioni, non esistendo sopra quelle alcun ente, si deve attuare invece dalle nazioni stesse con la forza (L'Idea nazionale, 19 febbraio 1914).
3) Furono anche approvati ordini del giorno sulla politica navale e multare. Fu modificato lo statuto prescrivendo che le domande d'iscrizione all'associazione dovevano recare la dichiarazione che il richiedente non era iscritto ad altre organizzazioni politiche. Fu eletto il nuovo comitato centrale: Aillaud, Alcssandretti, Bevione, Giovanni Borgcse, Caprin, Castellini, Gian, Corradini, Prosperi, Federzoni, Fioretti, Foscari, Maraviglia, Musatti, Nonno, Occhini, Oliva, Perozzi, Rnttazzi, Reggio, Rocco, Rotiglinno, Scotti, Tavolimi.