Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <378>
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378 Raffaele Molinelli
stesse. Come dimostrarono le elezioni amministrative romane del giugno, le scandalizzate paure comuni di fronte alla settimana rossa e le leghe civiche per l'ordine create per allontanarle, relezione del nazionalista Bevione a Torino e le numerose lotte elettorali amministrative in tutta la penisola che videro accordi con liberali, cattolici) moderati e conservatori di tutte le grada­zioni. ')
I termini della lotta politica erano, infatti, quelli che Prospero Colonna, il futuro sindaco, aveva definito nel corso della battaglia elettorale romana come una lotta fra la politica dell'ordine e la politica del sovvertimento .
Ma il fatto nuovo c'era ed era la nascita del partito nazionalista stesso? cioè di una formazione che, nata da uno stato d'animo più che altro letterario ed estetico, aveva gradualmente enucleato i suoi connotati politici divenendo patriottica, antisocialista, antimassonica, antidemocratica, imperialista ed infine filocattolica, antiliberale e protezionista. L'amor di Patria, della sua grandezza, e le paure sociali, il senso dell'autorità dello Stato e le diffidenze verso la libertà, il rispetto per la religione degli avi e una considerazione quasi solo chiesastica ed istituzionale di essa, il desiderio di risolvere annosi problemi interni con l'espansione coloniale e dall'altra parte l'affarismo imperialistico, propri di tanta parte della società italiana, avevano trovato la loro espressione politica in un partito nuovo, spregiudicato, capace di usare o di rifiutare stru­mentalmente ogni valore, ogni tradizione ed ogni alleanza e di identificare i propri ideali con gli interessi dei gruppi economici più forti e intraprendenti.
Era una cospicua eredità politica per chi, in occasioni propizie, avesse voluto o saputo raccoglierla.
RAFFAELE MOLINELLI
" Sul I'atteggiawiento nazionalista in questi avvenimenti vedilì'If/ca nusionale 5 13, 26 ghigno, 3, 10 luglio 1914.