Rassegna storica del Risorgimento
BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
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1965
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386
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Elena Sanesi
sì trovasse un imbarco per Francesco Bozzoni, nella seconda Nino Bixio confermava il progetto di rimettersi a navigare, ma ne subordinava l'attuazione alio instaurarsi di condizioni politiche e militari che gli consentissero di abbandonare con animo tranquillo il cornando militare di cui era investito,. Credo potrò presto lasciare l'esercito nell'inverno egli scrive testualmente ed alla primavera cominciare le cose mie. Ma tutto questo è ancora incerto perchè se qualche disgrazia ci viene addosso io non posso assolutamente tenermi in disparte , Nobili scrupoli di uno spirito sempre generoso e inquieto ! Comunque, egli promette che avvertirà il Bozzoni, non appena l'occasione sarà propizia. E questa occasione potè presentarsi quasi tre anni più. tardi quando, completato l'armamento della nuova nave Maddalord (così battezzata in memoria del glorióso episodio della battaglia del Volturno), Nino Bixio potè salpare per l'estremo Oriente, con un programma ohe, nei suoi disegni patriottici, avrebbe dovuto aprire nuove vie di penetrazione commerciale, e di riflesso politica, al giovane Stato italiano. Francesco Bozzoni lo seguiva, come semplice ufficiale di bordo (comandante in seconda era un capitano Casella), ma dovette farsi ben apprezzare per qualità umane e professionali se Nino Bixio volle trasmettere a lui il comando della nave, con la letteratestamento dettata due giorni prima della morte.l) Questa lo colse, in seguito ad "un'epidemia di colera, il 16 dicembre 1873 nelle acque di Sumatra. La sauna di Bixio dovette essere sepolta in un isolotto, ma tosto subì l'oltraggio di essere sottratta da indigeni ribelli e trasportata altrove (e solo dopo molti mesi fu ritrovata, e molti anni dopo fu potuta riportare a Genova). U capitano Bozzoni ricondusse in patria il Maddaloni qualche mese più tardi; certo prima dell'estate del '74, se in una delle due lettere di Angelo Bargoni, conservate in questo incartamento (DOG. XKTV.l e 2), questi, che era prefetto di Pavia, poteva, 1*8 settembre 1874 ringraziare Gian Luigi dell'invio di foglie della palma che sorgeva accanto alla profanata tomba del compianto Nino Bixio,... del ritratto di lui e di quello dell'intrepido suo degno compagno il Capitano Bozzoni .
La maggior parte delle rimanenti lettere ci porta nel vivo delie accennate vicende massoniche. Sono dell'aprile 1862 due lettere di Crispi (Doc. IV.1 e 2), di pochissimo posteriori, quindi, all'autoproclamazione del Grande Oriente di Sicilia a Grande Oriente d'Italia e all'accettazione della Gran Maestranza da parte di Garibaldi. Queste lettere si riferiscono in particolare al passaggio sotto l'obbedienza di Palermo della loggia torinese Dante Alighieri, distaccatasi dall'Oriente di Torino, il quale pure si era proclamato Gr. Or. d'Italia 2) e che veniva sospettato, a torto o a ragione, di essere docile strumento governativo. La presenza di queste lettere nell'incartamento Bozzoni, ci conferma che questi, nel 1862,
1) G. GUEHZONI, op. clt.
2) Gioverà a questo punto un breve riassunto cronologico dei fatti. A Torino la loggia Ausonia (di rito simbolico e fino allora aderente al G. O. dì Francia) si proclamò Loggia Centrale, attribuendosi giurisdizione sulle altre logge italiane e costituendosi sede del G. O. d'Italia, fin dal 20 dicembre 1859 (vedi P. BUSCAOMONE, Cavour e la Massoneria, in Rassegna Contemporanea, anno VII, Ser. II [1914], pp. 233-247). In Sicilia invece la Massoneria, languente sotto i Borboni, potò riorganizzarsi solo dopo la presa di Palermo da parte dei Mille, con la ricostituzione di un Grande Oriente di Sicilia, di rito scozzese, alla data del 10 agosto 1860 (A. Limo, op. cfc, voi. II, p. 9). In queste circostanze Garibaldi, che in realtà aveva già avuta l'iniziazione massonica nel 1844 a Montevideo,