Rassegna storica del Risorgimento

BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <389>
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Le carte di Gian Luigi Bozzoni 389
quattro centri indipendenti l'uno dall'altro. Dimissionario il Gran Maestro Cordova, l'assemblea di Firenze si risolveva in un nulla di latto, mentre Gari­baldi dal canto suo condannava l'idea dei centri con la lettera del 31 agosto 1863 (Doc. VI.2). Su iniziativa del G. 0. italiano cominciava poi la preparazione di una nuova assemblea a Firenze per il maggio '64, assemblea che. aperta alle logge di tutti i riti, avrebbe dovuto assurgere a Costituente e realizzare l'unifi-cazione della Massoneria italiana. I componenti del Sup. Cons. dei 33 di Palermo, che, dopo la nomina di Garibaldi, avevano veduto (e non solo nell'Italia meri­dionale) moltiplicarsi il numero delle logge ad esso aderenti, temettero che nelle condizioni prospettate Firnificazione fosse per riuscire più sulla carta che nei fatti, e fosse piuttosto per tradursi in una supremazia dei torinesi governativi, ancor più avversati dopo Aspromonte. Perciò boicottarono l'assemblea, vietando alle proprie logge di inviarvi rappresentanti. Lo stesso Garibaldi riaffermava l'incon­testabile supremazia del G. 0. di Palermo con la citata lettera del 15 maggio 1864. Non tutti però erano d'accordo, come dimostra la lettera di Giovanni Nicotera del 12 maggio 1864 (Doe.VII. 1), e qualcuno, come lo stesso Nicotera, diede le dimissioni dagli alti gradi massonici occupati, onde riacquistare la propria libertà d'azione. L'assemblea fu tenuta il 2122 maggio: stabilita la libertà e l'uguaglianza dei riti e la loro autonomia interna, e proclamata l'unità della Massoneria italiana, istituiva un Grande Oriente Italiano (composto in parti uguali da rappresentanti del Rito Scozzese e di quello simbolico) suddiviso in quattro sezioni: Torino, Firenze, Napoli e Palermo. Procedeva quindi alla ele­zione del Gran Consiglio, che sarebbe andato a risiedere a Torino, fra i cui com­ponenti troviamo i nomi di Francesco De Luca, Lodovico Frapolli, Mauro Macchi, Antonio Mordini, Giovanni Nicotera, Luigi Settembrini. A Gran Maestro venne eletto Giuseppe Garibaldi, con larghissima maggioranza. E questi, avendo a cuore l'unità generale più che la supremazia palermitana, e non vedendo con­traddizione con le sue precedenti affermazioni, il 6 giugno accettava, nominando il Mordini suo rappresentante nel Gran Consiglio di Torino. Ma non accettavano queste conclusioni la maggior parte delle logge di obbedienza palermitana, sì che Garibaldi, al fine di conciliare le opposizioni interne, convocava una riunione presso di sé a Casamicciola per i primi di luglio. Le opposizioni erano violentis­sime: ne sono significative testimonianze le lettere di Luigi Zappetta del 28 giu­gno 1864 (Doc. VIII.l) che fa espresso riferimento al convegno di Casamicciola e quella di Luigi Zuppetta e Saverio Friseia del 27 agosto (Doc. Vili.2). Messo alle strette fra le due Grandi Maestranze, quella recente conferitagli dall'Assem­blea di Firenze, e quella a vita del G. 0. palermitano, sottoposto a logoranti pressioni da una parte e dall'altra, Garibaldi dapprima rinunciava all'ima e all'altra carica, infine recedeva dalle dimissioni, solo per quanto si riferiva al G. 0. di Palermo, alla data del 12 settembre 1864. ') Della restante Masso­neria Italiana Gran Maestro fu allora il De Luca. E da presumere che ancora in questo periodo Gian Luigi Bozzoni non fosse Gran Segretario dell'Oriente palermitano, in quanto i documenti ora ricordati sono sempre indirizzati a Zaccaria Dominici.
Poco rilievo ebbe la successiva assemblea tenuta a Genova il 28 maggio 1865. Ma i contatti e le trattative si intensificarono sullo scorcio di questo stesso anno
J) Per gli avvenimenti di questo perìodo ed i successivi fino al 1868, cfr. ancora A. Luzro, op. cii.. Libro V o Appendice V, e V, BACCI, op. cft., pp. 267-296.