Rassegna storica del Risorgimento

BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <390>
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Eletta Sortesi
e nel 1866, in vista di una nuova assemblea da tenersi nel maggio, e che fu poi dovuta rinviare a causa della guerra. Ed ora troviamo in piena attività Gian Luigi Bozzoni, non solo quale Gran Segretario del Supremo Consiglio dei 33 di Palermo, ma anche come pubblicista, come coadiuvatone di candidati politici, come uomo interessato alle questioni sociali.
il viaggio di Gian Luigi Bozzoni a Caprera progettato per i primi di aprile subì un breve rinvio su richiesta di Garibaldi per reali (oaccampate) cattive condi­zioni di salute (lettera 3 aprile '66: Doc. VI.6). Ma il 14 aprile il Bozzoni poteva partire da Napoli per Caprera (lettera di G. Civetta: Doc. VII.5), dove ebbe quei colloqui di cui è documento la lettera di Garibaldi del 17 aprile. Di ritorno dall'isola, il Bozzoni non si recò subito a Palermo; solo, infatti, verso il 10 di maggio egli è di nuovo di passaggio a Napoli, dove il 12 ha colloqui riservati con Liborio Romano e Achille Duplessis (Doc. XI e XVI.1) e donde riparte il 14 per la Sicilia (Doc. XVI.2).
Un altro evento del '66 del quale troviamo un riflesso in questo carteggio furono le elezioni parlamentari, nelle quali furono presentati come candidati in vari collegi taluni patrioti, esuli o detenuti per motivi politici. In primo luogo Giuseppe Mazzini, la cui candidatura fu proposta a Genova e a Messina (lettera di Federico Campanella del 4 febbraio 1866: Doc. X.3), e che riuscì eletto a Messina, ma la cui elezione non fu poi convalidata dalla Camera, nonostante numerosi interventi favorevoli (lettera di G. Avezzana del 18 marzo 1866: Doc. XH.2). Un altro caso fu quello di Giuseppe Petroni, patriota della Repub­blica Romana, da tredici anni languente nelle carceri pontificie; la sua elezione, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe dovuto consentire al governo italiano di chiederne a quello papale la liberazione, ma l'esito della votazione fu sfavorevole l) (lettera di G. Avezzana del 24 febbraio 1866: Doc. XII.1 e citata del 18 marzo). Nella propaganda per queste candidature la Massoneria facente capo al G. 0. di Palermo fu molto attiva; la citata lettera del Campanella, insieme con le altre sue del gruppo (Doc. X.l5) ci attestano poi che attraverso le ramificazioni massoniche riceveva impulso tutta la propaganda ideologica del partito demo­cratico, mediante la diffusione del giornale II Dovere, diretto appunto dal Cam­panella, e al quale collaborava frequentemente Mazzini. È curioso raffrontare la lettera del 12 gennaio '67, in cui Campanella accenna alle difficoltà finanziarie del Dovere, con il brano di una lettera di Mazzini 2) dove trattasi dello stesso argomento. Questi legami sono ben attestati anche da un brano di un'altra lettera del Campanella (18 marzo 1866: Doc. X.4), dove è fatto riferimento a quella associazione L'Avvenire, costituitasi a Palermo l'8 febbraio 1866, che molto stava a cuore a Mazzini; in particolare qui sì tratta della manifestazione indetta dall'associazione medesima per il 19 di marzo, giorno onomastico di
1 ) Giuseppe Petroni, bolognese, avvocato, seguace di Mazzini. Liberato dal carcere solo dopo la presa di Roma, riprese una intensa attività professionale e politica. Fu Gran Maestro della Massoneria italiana dal 1882 al 1885 (U. BACCI, op. ot., pp. 370-373).
-) Caro Federico, ho In tua. Del Dovere non parlo. Il continuo perìcolo è qualcosa di vergognoso per il Partito, che m'addolora e mi nausea. Quanto agli abbonati che non pagano, se v'è chi abbia dato un documento, richiesta d'abbonamento o altro, perchè non citarli? Non e" un debito come un altro? E perchè aver persistito cinque mesi a mandare il giornale? . (Lettera a F. Campanella, 13 giugno 1866, in S.E.I., voi. LXXX11 [Epi­stolario, voi. LÌ], p. 189).