Rassegna storica del Risorgimento

BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <395>
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Le carte di Gian Luigi Bozzoni 395
diversa occupazione, per es. nella magistratura (Doc. XVI .7, 8 e 10), incontrò rinnovate opposizioni e ostilità, probabilmente a causa della sua intransigente fermezza e dei manifestati propositi di epurazione interna della Massonerìa siciliana. Gli scriveva infatti Pasquale Calvi verso la metà di agosto: ... sono di fermo avviso che stiate saldo all'ufficio di Gr.*. Seg.*. dove potete intendere con tutti i mezzi alla depurazione di tutti i corpi Mas.*, facendo cominciamento dal più eminente.*. . (Doc. XTV.3). Dall'accordo di idee esistente fica il Bozzoni e il Calvi si intende poi che il Bozzoni, pur deplorando anch'e-gli l'incoerenza e le contraddizioni di Garibaldi, doveva disapprovare il contegno tenuto dal Supremo Consiglio nei confronti del Generale, contegno che giunse fino ad una manifestazione quasi insultante con la famosa lettera, raccomandata con ricevuta di ritorno, del 30 settembre 1867. Ma Gian Luigi Bozzoni non volle condividerne la responsabilità e rassegnò le dimissioni: quella lettera risulta infatti firmata: Il Gr.*. Seg.-. Vito Citelli 3.3/. . ') Si può presumere che dopo questi fatti egli si sia trattenuto ancora pochi mesi a Palermo prima di tornare nell'Italia set­tentrionale. Una circolare della Loggia Lincoln di Lodi (Doc. XVIII) a lui diretta a Palermo i primi di febbraio del '68, risulta infatti respinta dalla posta a Tro-mello. Una lettera del Riboty del 18 febbraio 1868 (Doc. XXI.l) lo descrive dedito agli studi, menando vita campereccia . Non cessava pertanto da ogni attività massonica, come dimostra mi decreto del Supremo Consiglio del 29 set­tembre 1868 (Doc. XX), Gran Maestro essendo ora Federico Campanella e Gran Segretario Salvatore Bognctti, che lo autorizzava a fondare logge nell'Italia del Nord.
Due altri documenti del carteggio Bozzoni permettono di chiarire questioni di storia locale pavese, intendendo includere in questo termine anche tutto ciò che si riferisce ai Cairoti. Il primo (Doc. V) è infatti una lettera di Benedetto Cairoti, datata da Torino il 1 febbraio, senza l'anno. Per ragioni ovvie la data­zione può essere ristretta agli anni dal *62 al '64. Questa lettera può essere con­siderata l'equivalente, ma in senso opposto, di quella del Cattaneo. Infatti la non appartenenza di tutti i Cairoti alla Massoneria è generalmente conside­rata cosa certa; **) e la stessa Rivista della Massoneria Italiana, commemorando nel 1889 la morte di Benedetto Cairoti, riconosceva che egli non aveva mai dato il suo purissimo nome alla Massoneria. 3) Orbene, si deve evidentemente riconoscere che tali affermazioni sono erronee: la lettera che qui riproduciamo reca in piena evidenza i simboli massonici, e non vi può dunque essere alcun dubbio che, almeno in un primo tempo, Benedetto Cairoti abbia aderito alla Massoneria.
Il secondo è una lettera di Francesco Martulti (Doc. XV) datata da Pavia il 15 dicembre 1866. Benché non sia stato possibile identificare il personaggio, la lettera è interessante, perchè vi si apprende innanzitutto che il Martulti mede­simo, combattente garibaldino della recente guerra, aveva scritto certe sue memorie sulla campagna del Tirolo, per la croi pubblicazione stava accordandosi con Benedetto Cairoti. La più accurata ricerca bibliografica non ha tuttavia
*) G. GOLOSI, in A. Ltjzio, op. di,, voi. JT, p. 61.
*) Vedi per es. MICHELI: ROSI, Dizionario dal Risorgimento Nazionala, Milano, Vallardi, 1931, voi. I, p. 649.
*5 In A. Limo, op. cit., voi. II, p. 5,