Rassegna storica del Risorgimento
BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
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1965
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pagina
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397
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Lo cart i Gian Luigi Bozzoni 397
nw esìstenti in Genova intorno al 1866 (lettere di F. Campanella del 30 gennaio e àeì 18 marzo 1866; Doc. X.2 e X.4). Aneli se si può supporre, dalle parole della lettera di. Giuseppe Mazzini già citata, che alla fine del "68 la Colombo non sussistesse più (il che spiegherebbe in parte remissione dello Sperandio), l'incertezza comunque permane. Ora la frase del Mar tu Ili, perorante Paffiliazione del suo ospite colonnello Bossi, '' quindi desidero che... lo facessi [sic] iscrivere in una qualche loggia di costà, non essendovi in un paese importante come Pavia loggia alcuna . permette di risolvere il dubbio e, dando eredito, almeno per quanto riguarda Pavia, allo Sperandio, di affermare che la costituzione di una loggia in Pavia non può essere che posteriore al 1873.
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Abbiamo lasciato per ultime le lettore di Ernesto Teodoro Moneta (Doc. XXVI.1-3), non tanto perchè esse rappresentano l'ultimo gruppo di documenti in ordine cronologico, quanto perchè ci portano ad un'epoca ormai avanzata della vita di Gian Luigi Bozzoni e ci permettono di intendere quale fu lo sbocco della sua posizione morale e politica. Queste lettere riguardano il lascito, di cui si è già parlato, di metà della sua sostanza alla Società per la Pace. Nella terza, inoltre, del 9 gennaio 1897, un particolare interessante è il commento del Moneta al recente testamento di Alfredo Nobel, con l'istituzione del premio per la pace, destinato ogni anno a chi farà più o meglio per la causa della pace . Il Moneta se ne compiace, e trova significativo questo omaggio di uno scienziato positivista, non ambizioso e non utopista, a quella causa della pace che egli riteneva una delle più nobili, e necessarie per l'intera Umanità. Ma avrebbe preferito che le cospicue somme messe a disposizione dal Nobel fossero state destinate, anziché a singole persone, alle varie associazioni, che erano in continuo gran bisogno di fondi per la loro attività e propaganda. E veramente singolare pensare che dieci anni più tardi, il premio Nobel per la pace del 1907 venisse assegnato proprio a Teodoro Moneta, sanzionando così di fronte a tutto il mondo il suo indefesso lavoro per la causa della pace, il suo appassionato e disinteressato impegno per essa.
Così anche il gesto finale del Bozzoni acquista un significato particolare, come superamento di un qualsiasi residuo di ristretto nazionalismo nel raggiungimento di un orizzonte più vasto, in una visione, quasi direi, da messaggio cristiano, anche se di certo il Bozzoni non fu eredente. E vi troviamo il miglior suggello della Vita intensa e contrastata di quest'uomo. Bresciano, nato in mia
1) Nato a Binasco nel 1823, Luigi Bossi fu uso dei più ardenti patrioti pavesi. Partecipò*sia in corpi volontari sta con l'esercito regolare, praticamente a tutte le campagne del Bisorgimento, dal '48 al '06. Fece anche parte del corpo di spedizione in Crimea partecipando valorosamente alia battaglia della Cernala. Nell'ottobre del '67 era in Boma col gruppo capeggiato da Francesco Cucchi: fallito il tentativo d'insurrezione, riuscì a evadere dalla città e a riunirsi alle forze di Garibaldi in tempo per combattere a Mentana. Nel *70 prese parte, benché in malferma salute, alla campagna dell'esercito dei Vosgi. Qui la morte io coglieva, per malattia, a Gluìlon il 17 febbraio 1871 (cfr. GIACOMO FRANCHI, Pavia thè Jtt, Pavia, 1938, PP. 226-229).