Rassegna storica del Risorgimento
BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
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1965
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Elena Sortesi
sua familiarità farà opera vana tentando di ritmamelo; inducendogli nell'animo la diffidenza per coloro che egli ha creduto, e crede i suoi migliori e più operosi amici perche in tutti i modi si arrabattano per ritrarne [sic] poi {piando che sia.
Io anelo di tornare in Palermo, ma come nelle attuali lagrimevoli circostanze? Se nel settembre prossimo sarà il caso d'incarnare A mio proposito, senza pericolo io verrò e potremo intenderci meglio.
Emmi stato assicurato, che da qualche tempo vi sia stata fatta in doppio la comunicazione di che mi parla la vostra lettera: e egli ciò vero ? Un cenno di risposta.
Non vogliate mai sospettare che le parole di tristi valgano a far scema la stima che ho per voi.
Come saremo insieme ci tratterremo di tutto.
Quanto mi avete scritto, quanto ho letto nel Popolo di Rudinì e di Albanese non ha modificato per nulla l'opinione, che io sempre mi ho avuta in questi due sopracciò di codesto sventurato paese; inetti e bricconi insieme; non potea scendersi più giù. Ad ogni modo credo, che la loro vita pubblica sia presso alla fine.1)
Gradite un amplesso frat.*. del Vostro F.'. P. CALVI
X LIBORIO ROMANO A G. L. BOZZONI (XVI.3)
Napoli, 17 agosto 1866 Mio carissimo Bozzoni, Egregio amico, e f.*.
Non ho risposto regolarmente, secondo che avrei desiderato, alle tre carissime vostre, de' giorni 31 luglio, 9 e 14 corrente mese, poiché sono stato visitato dalla mia perversa gotta, ed anche da due febbrette. Onde innanzi tutto vi domando mille scuse e perdoni dell'involontario mancamento.
Accetto con riconoscenza l'onore di funzionare qual Presidente interino di questa Sezione Concistoriale all'Or/. di Napoli, e non meno al nostro amatissimo F.*. Dominici 33.*. che a voi, ne rendo sinceri, e sentiti ringraziamenti. In tale proposito mi metterei subito di accordo co' fratelli Duplessis, e Tradì, e con essi curerò l'esatta osservanza della tav/. del 2 agosto 1866 E/. V.*, che vi siete compiaciuti trasmettermi.
In tutta la fraterna confidenza ed intima secretezza vi dico poi, che qui le cose nostre sono in pessimo stato. Lo sgoverno è compiuto, lo scontento generale, e profondo. Non si à più fede in mula, tranne solo, che Custoza, e Ossa
tj Antonio Starrabba di Rudini fa sindaco di Palermo dal '64 al T66; nominato quindi prefetto in riconoscimento dell'energico contegno tenuto durante la rivolta del settembre, vi rimase fino al 1868, quando passò alla Prefettura di Napoli, Giuseppe Albanese, fratello di Enrico che fu medico personale di Garibaldi, era questore di Palermo in quegli stessi anni (P. ASATRI, op. cit. passim). Quanto alla futura carriera politica del Budini, non si può dire che il Calvi sia stato buon profeta.