Rassegna storica del Risorgimento
BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
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1965
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Libri e periodici
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della seta tra le varie città, ma pur l'uscita di essa da! porti. Ma legni di' speciale notazione soti, so non erro, il trattato con Ja Porta Ottomana del 1740 e (niello con la Reggenza di Tripoli Idratino successivo. Il primo, clic diede occasione ad aspre polemiche] sulle quali non possiamo soffermarci, tra Palermo e Messina, ebbe di mira in ispccio la promessa di aiuto nel caso di aggressioni dei pirati, e il secondo, che rispondeva, se non altro, alla tendenza siciliana già antica alla sua dilatazione nel Mediterraneo, servì principalmente alla esportazione di numerosi generi alimentari, di cui la Tripolitanin era, più che non si creda, provveduta.
Di certo non ebbe, come vuole giustamente il Valsecelo, il re Carlo un programma coerente e definito ne procedette nelle sue riforme con quell'intelligenza assidua e imperiosa ohe in molti frangenti sarebbe stata strettamente necessaria; ma se non altro esse mossero le acque stagnanti e prepararono ai suoi successori la via del rinnovamento. Ma vi fu un campo in cui l'operosità del governo fu, se non totalmente, per molta parte passiva, e cioè nel campo intellettuale, nel suo svolgimento e nelle sue manifestazioni, come già osservo, e stavolta a ragion veduta, lo Sciupa. Ne fu causa l'innata torpidità, al riguardo, del sovrano o lo scarso interessamento del Tanncei, che non amava le lettere (così si disse) se non in abito di scienze e di storia? II fatto fe che qualche lieve progresso conseguirono la matematica e l'astronomia: ma contrariamente a Napoli, ove gli illuministi, riallacciatisi al pensiero del Sarpi e del Vico e del Gorzio, cercarono (son parole del Pontieri) di pensar con la propria testa e di muoversi con i propri piedi sporgendo gli orecchi alle nuove idee che venivan di Francia, in Sicilia nessun passo nuovo fece la filosofia (solo qualche isolato cultore, ma non di rilievo, ebbero Cartesio e Leibniz); né la storia seppe svincolarsi dalle sterili strettoie municipalistiche. Parecchi seguaci, secondo i brevi accenni che ci dà il Falzone, par che a Palermo abbia avuto il giansenismo: ma è un problema codesto interessantissimo che abbisognerebbe di più approfondite analisi, poiché è da credere, anche se manchiamo tuttora di chiare conoscenze, che sin dalla fine del Seicento fossero diffuse a Napoli, ma probabilmente anche a Palermo, le idee del Onestici e dell'Amauld l). Però nulla sappiamo dal Falzone di un altro moto, il giannonismo, che a Napoli, secondo lo studio accurato e sottile del Marini, -) ebbe potere non trascurabile sulla pubblicistica auticurialistica e sull'azione stessa del processo politico del Regno nel Settecento. Molte, si, le Accademie; e durante gli anni del governo di Carlo ne sorsero anche di nuove; ma, nel complesso, retoriche più che erudite, e celebranti, le più, gli: usati motivi arcadici, eccettuata, forse, quella del Buon Gusto, che discorse su materie più concrete e, vorrei aggiungere, quella istituita dal patrizio Antonio Lucchesi Palli, principe di Campoanco, la Galante Conversazione, dove nel 1761 Giovanni Meli giovanetto leggerà, destando un entusiasmo indescrivibile, le sue fresche ottave della Fata Galanti. E in Sicilia non vi era che una sola Università, e non a Palermo, ma a Catania, e eia per i tortuosi maneggi dei Gesuiti, che ne impedirono l'istituzione per il timore che perdesse fortuna il loro Collegio che, col tempo, assunse abusivamente il titolo di Università. Qualche incoraggiamento, ma non di gran conto, diede il Re alle biblioteche esistenti: una nuova se ne fondò, Comunale, a Palermo, ma il suo funzionamento non ebbe inizio che quando Carlo aveva di già lasciato l'Italia. Parecchie, infine, le scuoio e i collegi tenuti dai preti e soprattutto dai Gesuiti con un indirizzo, naturalmente, ispirato alla scolastica. Qualche voce si sollevò di dissidente illuminato a favore della scuola pubblica gratuita, ma nulla fa supporre che in Sicilia fossero lette dagli educatori le opere
') Vedi, al proposito, di ERNESTO (JOWGNOI.A, // giansenismo nella- storiografia italiana a p. 290 del suo volume di gran pregio: Illuministi, giansenisti e giacobini nella Italia del Settecento, Firenze, La Nuova Italia , 1947, e i lavori di Carmelo Caristia.
3J Pietro donnone e il giannonismo a Napoli nel Settecento, Bari, Laterza, 19S0