Rassegna storica del Risorgimento
BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
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1965
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pagina
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413
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Libri e periodici . 413
ebbe noli "età dei Borboni una filosofìa SUB che, agitando i problemi, oltre ohe della conoscenza, della libertà e della morale, giovasse a discacciare i triti dettami della Controriforma né una sua storiografia che, ai connazionali ricordando il glorioso passato, desse coscienza della decadenza presente e li richiamasse con animo aperto al senso smarrito della giustizia e del pubblico bene; sicché è da concludersi, come già avvertì il Croce1), che il Settecento spagnolo nessun apporto rilevante seppe offrire alla formazione del moderno mcmlimento. MAMNO CIBAVEGNA
ADAM WÀNDRUSZKA, Leopold II, Erzhcrzog von Ocsterreich, Grossherzog von Toskana, von Ungarn und Boehmen, Roemischer Kaiser, voi. I, 1747-1780; Vienna, Herald, 1964, in 8, pp. 450, ili. 20. Scellini 224.
Diciamo subito che si tratta del primo volume di un'opera di ampio respiro e di notevole importanza anche per la storiografia italiana, opera che ha impegnato l'Autore in ricerche di prima mano, non sempre facili, eseguite in molti archivi pubblici e privati, e in lettore di vasta bibliografia che, se non sempre specifica e legata strettamente allo argomento, apre necessariamente le porte ad un mondo più ampio e complesso di quello che sarebbe potato apparire sufficiente, se si trattasse di una semplice biografia agiografica ed apologetica, di coi non mancano modelli né in Austria, né in Italia,
Il Wandruszka si diede ad esaminare con intendimento critico che fa onore ad uno storico della sua portata, prima di tutto le fonti inedite, i carteggi del suo eroe, le memorie compilate da lui, da suo padre, dalla madre, dal fratello, dai ministri e consiglieri, poi le opere stampate riferentisi all'interessantissimo periodo e all'ambiente, in cui visse Leopoldo ed operò. Il risultato, lo ripetiamo, è un'opera d'importanza storica molto notevole; è un contributo alla conoscenza della vita toscana nel suo periodo più prospero e felice, contributo di cui noi Italiani, specie per il primo volume, siamo debitori alla mente e alla penna di uno fra i più eminenti ed equilibrati studiosi dei nostri tempi; un contributo a quell'opera di distensione che, senza venir meno alla rigorosa obiettività, va aggiunta (non facciamo qui confronti che sarebbero fuori di posto) ai recenti lavori, anch'essi molto impegnativi, del Regele, del Benedikt, del Hantsch, dello Z6 liner, del Fellner e, fino ad un certo punto, del Kramer, che tanto giovano alla revisione dei rapporti storici fra l'Italia e l'Austria nel secolo XIX e che servono a creare le basi più solide per la costruzione di amicizia, senza risentimenti e rancori, fra i popoli della vecchia Europa.
Il primo volume di quest'opera (il secondo è uscito in questi giorni), diviso ìn due parti, prendendo il via dalla nascita di Leopoldo (1747), si chiude conia morte della madre Maria Teresa (1780) e abbraccia cosi i tempi dell'arciduca d'Austria (1747-1765) e della prima parte del granduca di Toscana (17651780). Figura interessantissima questo arciduca e poi granduca che, essendo vissuto in un lunghissimo periodo di pace e durante la più feconda fioritura delle opere Btorico-scientifiche-filosofiche dell'illuminismo, imparò da queste, dal tempo e dall'ambiente ìn cui visse, a operare ed a governare come accade di raro ad un principe: imparò ciò che sembrerebbe facile e logico, ma che non è, a navigare con la corrente d'avanguardia. La Toscana divenne con lui il paese, nel quale l'illuminismo trovò numerose e felici applicazioni pratiche. Se non ci fossero altre ragioni, basterebbero queste per attirare l'attenzione di chi medita e pensa sulle mutevoli sorti di una fra le regioni prò fortunose della nostra penisola.
Nato nel 1747 Pietro Leopoldo, più tardi Leopoldo I granduca di Toscana e, dopo la morte del fratello Giuseppe II, imperatore del sacro romano impero con il nome di Leo-
1 In Uomini e cute della vecchia Italia, Bari, Laterza, 1" ed., 1943. Sui problemi di estetica e di coltura nel Settecento-spagnolo è uscito nel 1959 un lavoro incisivo e suggestivo, confortato da validissima documentazione tratta dalle principali biblioteche ispaniche, di Vittorio Borghini, da me recensito in Nuova Barista storica, 1959, n. 3.
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