Rassegna storica del Risorgimento

BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <416>
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Libri e periodici
cito prima a Firenze, sostituito da 4 compagnie di guardia civica* indi nelle altre città del granducato.
Quando scoppiò la guerra di successione della Baviera, nel 1778, sollecitato dal fratèllo e dalla madre, Pietro Leopoldo andò a Vienna e qui si trattenne due anni. Dagli scritti da lui composti in questo periodo, ivi comprese Io 1136 pagine del diario Relazione , le Riflessioni sopra lo stato della monarchia , il trattato Stato della famiglia , dal carteggio e da altre testimonianze risulta con chiarezza al* l'Autore e di conseguenza al lettore L'acuirsi di un dissidio già cominciato e rimasto più o meno latente negli anni precedenti con il fratello. Molte cose lo dividevano da lui: la politica militare, le tendenze accentratrici, le aspirazioni, subito trasformate in pretese, di abolire la Becondogenitura per unire la Toscana al resto del­l' impero. Leopoldo non obbedì; Giuseppe II aveva anche ordinato che il primogenito del granduca, nell'intento di unire appunto i due Stati .sotto un'unica corona, fosse mandato subito a Vienna per essere iniziato agli affari nel senso da lui desiderato. H biennio fu fecondo, per Leopoldo, anche perchè, vivendo in un paese ormai tanto diverso da quello plasmato in parte da lui in Italia, più forte sentì l'amore per la propria creazione. I con­trasti gli diedero forze insperate e lo incoraggiarono ad altre novità: riforma dell'istru­zione elementare e media con la creazione, fra l'altro, di 82 nuove scuole solo per ragazze ! Creazione di un archivio diplomatico, miglioramento del sistema carcerario, e, incredibile quasi, preparazione di una costituzione per il suo Stato sotto l'influsso palese delle diffuse teorie di sovranità popolare. L'introduzione di questa costituzione, cui lavorò una appo­sita commissione per tre anni, doveva costituire il coronamento di tutto l'ardito sistema * di riforme in gran parte già attuato (p. 382).
Nel. 1780 Giuseppe II tentò di mandare ad effetto le precedenti minacce ordinando la soppressione della secondogenitura, ma la morte della madre, avvenuta nel novembre di quell'anno, lasciò il trentaquattrenne Leopoldo pienamente libero di disporre a suo piacere del granducato.
Così finisce il tanto interessante volume, che per il nome e la fama del suo Autore, per il grande valore storicoscientifico di un'opera che riguarda principalmente la vita di una parte dell'Italia in un lungo periodo di tempo, non dovrebbe tardare ad essere pub­blicato anche in lingua italiana. ANGELO F*r.mjzzr
RENZO FACI, Agricoltura e vita urbana nelle Marche: Senigallia fra Settecento e Ottocento. (Università degli studi di Urbino. Facoltà di economia e commercio, 4); Milano, Giufftè, 1962, in 8, pp. VTI-164. L. 1500.
Sr raccolgono in questo volume quattro saggi (sulla espansione urbanistica e l'incre­mento demografico, sull'agricoltura, sul commercio e le industrie, sulle condizioni sociali della popolazione urbana di Senigallia), che hanno avuto la loro origine nelle esercitazioni di un gruppo di studenti della facoltà di economia e commercio dell'Università di Urbino. La ricerca principale è stata effettuata, naturalmente, nell'Archivio comunale di Senigallia, ma non è stato trascurato l'Archivio di Stato di Roma ed è stato anche messo a profitto il ricco archivio della famiglia senjgalleBe Augusti Àrsiili.
Di proposito è .rimasta fuori, dal campo di questa indagine la celeberrima fiera di Senigallia, alla quale il Biogi ha poi dedicato un lungo saggio particolare (La Fiera di Senigallia negli anni della riforma doganale di Pio VI, in Nuova Rivista lorica, a. XVLI (1963), fase. 1II-IV, pp. 307-343), ma essa campeggia sullo sfondo in questo secolo diciot­tesimo, che ne vede il massimo sviluppo prima del rapido declino in quello successivo. In funzione della fiera, Infatti, la città si allarga al di là delle mura roveresche e muta, così, la sua condizione urbanistica, mentre aumenta di oltre il 25 per cento la popolazione, anche per l'attrazione che 11 grande mercato marchigiano esercita sulla manodopera e sui commercianti, che vi prendono stabile dimora. La stessa condizione dell'agricoltura è in qualche modo legata alle vicende di Senigallia come emporio,, non fosse altro por il fenomeno