Rassegna storica del Risorgimento
BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno
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1965
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pagina
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421
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Libri e periodici 421
mente della provìncia di Salerno, si premura di attenuare l'impressione che quella terribile contrapposizione di venti pagine innanzi ha potato ingenerare nel lettore troppo emotivo: e "finalmente a p. 202 non esita a parlare di trionfo della media borghesia nelle provincie, dopo che egli slesso ha posto in luce 1*entità pressoché trascurabile di queste ulteriori attribuzioni dopo la prima raffica degli aristocratici e dei grandi speculatori verificatasi a Napoli: onde l'opera si conci ode ottimisticamente celebrando l'incontro tra il governo e la borghesia provinciale, quella borghesìa chel'A. stesso a p. 181 con gran finezza ha reputato difficilmente distinguibile dal feudalesimo tradizionale, quel governo che ha consentito (p. 191) a meno di un decimo degli acquirenti quel primo accesso alla proprietà che sarebbe dovuto essere viceversa il caposaldo di una qualsiasi rivoluzione agraria, sia pure borghese. In verità, io non so perchè Pamieo Villani si preoccupi tanto (non è la prima volta) di sfumare, di circoscrivere, quasi di minimizzare quel che egli stesso ha posto in luce con tanta fatica, tanto acume, e, spesso, un cert'impeto generoso, un giudizio trinciante e saettante, di cui peraltro immediatamente egli sembra pentirsi, anelando alla serenità ed all'equilibrio dello storico: ed io volentieri mi prosterno a questo personaggio, che tuttavia ne il Villani né io abbiamo mai incontrato in carne ed ossa sulla faccia della terra. Comprendo che non si debba ripetere per deprecabili contingenze politiche ciò che afferma la non meno deprecàbile demagogia marxista: ma se lo affermano i documenti d'archìvio ? .
RAFFAELE COLAPIETRA
ADELVALDO CREDALI, Idee e iwmini del Risorgimento; Parma, La Nazionale , 1961, in 8, pp. 234. L. 1000.
Pagine scritte coi filiali sentimenti che ogni buon cittadino nutre per la sua terra. Sentimenti anche di orgoglio talvolta, ma che non velano la serenità dello storico, e che anzi non di rado lo guidano a cercare ed a scoprire le piccole umili cose nascoste negli archivi, testimonianze non meno vive per intendere ciò che fu veramente la gente e la passione del Risorgimento.
In questo libro naturalmente e l'ampiezza del titolo non lo vieta 4K Parma che primeggia, sia che si tratti di campo di ricerche, sìa che si tratti di illustrazione di personaggi e di vicende: è il ducato di Parma dopo il 1815 con le sue sètte, le cospirazioni e le persecuzioni: Parma deH'inverno 1830-1831 che vede chiusi nelle carceri del castello di Compiano alcuni fra i giovani più turbolenti dell'Università; Parma che insorge romanticamente il 22 luglio 185.4: Parma nei giorni che seguono l'armistizio di Villafranca: Parma del 1859 e dei primi rappresentanti parmensi nel parlamento italiano: Parma ancora nei moti del Veneto del .186364, e non meno interessante il Teatro di Parma e la sua produzione drammatica nel periodo risorgimentale.
Una storia insomma che ha quanto meno un ordine e legame cronologico: un quadro, anche se le pennellate distinteje divise dominano sul disegno1..
L'A. accompagna a questi argomenti altri brevi temi in qualche modo non estranei alla vita parmense. E cosi aggiunge pagine illustrative su Goffredo Mameli ed il suo maestro spirituale, il parmense Jacopo San vi tale: o pagine su Carlo Pisacano, sul Convegno di Plombièrss, su Vincenzo Caldesi e Timoteo Riboli (qui si tratta di recensioni), sulla spedizione dei Mille, ed in particola ire sulla parte avuta dal Fouchc e dai volontari parmensi; ed aggiunge in fine una breve nota su Aspromonte.
Questi gli argomenti trattali o tratteggiati: e non ci resta che segnalare il garbo dello stile, la sua chiarezza ed il colore, per cui gli episodi, le figure appaiono nella loro naturalezza e nelle loro giuste proporzioni.
C'è insomma in queste pagine narrative, a capitoletti divisi eppure congiunti, quel calore umano che ci aiuta a sentire ciò che furono i nostri padri e ciò che essi pensarono e soffrirono, che ci aiuta ad avere fede in noi italiani, a sentirci legati ad una grande eredita ed obbligati a non farne scempio. Le diligenti ricerche, gli studi coscienziosi, e le illustra-