Rassegna storica del Risorgimento

BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <425>
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Libri e periodici 425
siana testa costantemente estranea alle fondamentali categorie elei liberalismo, perchè agganciata inestricabili nenie all'originario sociologismo a sfondo teocratico, ad una non superata proiezione dello realtà mistica della società ecclesiastica su quella politica della società civile. Tutto un formulario me istriano continuava in realtà ad emergere, più o meno coscientemente e sia pure con segno diverso, nell'ultramontanesimo democratico deir.4i?enir. non soltanto attraverso la penna del Lamennais, ma anche, per esempio, attraverso quella del barone d'Eckstein: Le dogme de la souveraineté de Rome dans le monde spiritual correspondra au dogme de la souveraineté des peuples dans le monde tetnporel . *)
Il continuo ri farsi alla società ecclesiastica nel tracciare le linee della preconizzata società futura, la costante intersezione di palingenesi sociale e rinnovamento religioso, l'abuso del semplicistico parallelismo tra il rapporto anima-corpo e il nesso società reli­giosa-società politica (Fune décide, l'autre agit. voilà l'ordre ), costituiscono il limite più palese del pensiero politico lamenncsiano. Al quale faceva difetto non sol­tanto il rigore dottrinale, ma soprattutto la capacità di proporre ed escogitare soluzioni propriamente politiche, carente com'era, dall'inizio alla fine, di una propria organica con­cezione dello Stato, che non si limitasse ad una pura e semplice polemica contro l'idea stessa di Stato, sacrificata e quasi annientata dalle altre due idee dominanti e comple­mentari di popolo e di Chiesa. Ciò spiega bene e mette a nudo l'irrisolta ambiguità (non voluta, certo, ma reale) della lotta del Lamennais contro l'accentramento o per il suffragio universale, e la debolezza del suo pensiero sociale: non può non colpire la distanza incolmabile tra la generosa aspirazione lamennesiana ad una nuova e più giusta società e la limitatezza dei mezzi proposti per realizzarla.
È d'altra parte indubbio che nei genio profetico lamenncsiano si accoppiava singolarmente a questa sordità verso la dimensione statuale della politica (e qui il discorso potrebbe investire gran parte del pensiero politico cattolico deU'800), un non comune intuito nei riguardi delle nuove condizioni in cui la Chiesa era chiamata ad operare nella società, circa l'insostenibilità e i rischi impliciti nei residui privilegi che la legavano a un ordine sociale e politico in fase di rapido superamento. Per cui non può certo negarsi, dopo averne rilevate le carenze dottrinali, il valore storico delle prese di posizione, delle battaglie lamennesiane, specialmente nel periodo cattolicoliberale. È bensì vero che l'uso della libertà restava per il Lamennais il mezzo migliore storicamente dato per garan­tire alla Chiesa un nuovo più compiuto primato sullo Stato, concepito essenzialmente come organo amministrativo:2) ciò è provato inconfutabilmente dal fatto che la fase cattolicoliberale è preparata da un'accentuazione della teoria del primato ecclesiastico. 8) Ma e anche incontestabile che l'accettazione della regola della libertà, sia pure come ipo­tesi, come ordine legale (non necessariamente legittimo ), conteneva in sé sviluppi imprevedibili, se è vero che la libertà ha una sua propria dialettica, che travolge ben presto troppo teoriche distinzioni. La richiesta avanzata àaS'Avenir olla Chiesa di accettare le regole costituzionali e una soluzione separatista molto avrebbe influito sui successivi sviluppi del cattolicesimo liberale e costituzionale; come, d'altra parte, il cattolicesimo sociale avrebbe sentito per molto tempo il fascino dell' cscatologismo lamenncsiano (e avrebbe mostrato altrettanta debolezza sul piano delle soluzioni conerete). In questo senso bene ha visto il Ver ucci, iu garbata polemica col Du rosei le (rimasto forse un po'
la liberto qui san vera le monde, non pas la sienne assurémeut, mais celle ijo'il própare san* le savoir (cfr. R. AOBBBX - J*-B. DUTIOSELLE - A.-C. .1 EMOLO, Le liberalismi religicux au XIX*"" siede, in Atti del X Convegno internazionale ili scienze storiche, voi. V: Storia contemporanea, >. 322).
) De Rome, dans te proserà et l'avenir, ncìì'Avenir dol 3 maggio 1831.
2) VERUCCI, p. 193.
8) /i, p. 143.