Rassegna storica del Risorgimento

BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <431>
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Libri e periadici 4*31
deputato per il 2 collegio di Ravenna dall'agnato del 1864. In assemblea godeva di già di larga estimazione sia per il suo animo franco e alieno da compromessi sia per il suo sagace intervento in ogni discussione riguardante l'ordinamento dell'esercito avenndovi egli appartenuto per 14 anni con onoro (era insigni Lo, per la sua. valorosa partecipazione alle guerre del '59 e del '60, di due medaglie al valore). Si era dimesso nel 1866, benché già maggiore di Stato maggiore, per darsi alla vita politica seguendo l'esempio del padre, che fu, come san tutti, un dei più, strenui assertori della nostra indipendenza. Ma perche egli era convinto che il genitore non fosse stato sufficientemente apprezzato a suo tempo alla Camera dai compagni di Destra, per risentimento dal '67 sedette sempre alla Sinistra costituzionale. della Sinistra fu certamente la personalità più caratteristica in quel periodo grigio di marasma e di sbandamento morale per la sua rigida imparzialità nel­l'adempimento dei suoi doveri come presidente, per l'incomparabile senso di dignità, per la recisa resistenza ad impedire a ogni costo nei dibattiti non solo ogni minima violazione ai regolamenti, ma anche ogni espressione volgare ed offensiva. La fiducia illimitata che ebbe in lui il Parlamento comprova il fatto, unico più che raro, che per più anni gli fu rinnovata la carica.
Il Moscati ci dà notizie sue precise anche familiari sin dalla nascita: ma a cono­scere intimamente il cuor suo valga la lettura del suo Diario , edito a cura di Emilia Morelli nel 1962 sotto gli auspici del Senato della Repubblica (in effetti, il Farmi fu anche senatore dal 7 giugno 1886 e del Senato fu pure presidente per ben 11 armi). Sono note buttate giù alla svelta, quasi di getto, e spesso slegate, ma tutte intrise di ango­scia appassionata per la decadenza bizantina in cui fu costretto a vivere, tra un po­polo di pezzenti che tende la mano per l'elemosina che lo straniero con disprezzo rifiuta, senza nessun ideale , neppure quello della unità e dell'indipendenza, il cui Dio è solo l'interesse materiale, la borsa, il calmiere, le importazioni e le esportazioni . E a ren­dere vieppiù caotica la situazione provvedono i giornalisti (per essi egli nutrì un avver­sione quasi feroce, sempre) che a lor talento fauno, disfanno, dilaniano, mancando ogni freno dell'opinione pubblica . Questo l'uomo, che non cercò mai di trarre dai trenta­quattro anni di vita parlamentare (son sue parole) nessun materiale beneficio e che morì quasi povero, ma con la coscienza di aver reso al Re, il che significa alla Patria, non inutili servigi .
Anche dei personaggi minori che durante l'età della Sinistra ebbero notorietà, se non per spiccate qualità politiche alla Camera o al Senato, per doti di alto sapere, come il Baccelli, il Pessina, il Perez, o si distinsero per la severissima integrità dei principi, come Federico Seismit.-Doda, e di altri che son ora quasi dimenticati o son del tutto sconosciuti specie dai giovanissimi, perchè se ne tace nei loro manuali scolastici, il Moscati discorre con la consueta acutezza critica e felicità di esposizione e abbondanza di dati, sicché mi pare assai proprio l'appellativo dato, se non erro, dal Salvatorelli, alla quasi monumentale fatica, ormai compiuta, del Moscati, alla quale egli ha dedicato più anni con indomita costanza, di vera enciclopedia storica del nostro Risorgimento, utile agli studiosi per le loro ricerche, ma di gradevole consultazione anche per i provveduti di mediana cultura.
All'illustre studioso giunga, per la sua operosità tanto redditizia, con la nostra ammirazione l'augurio affettuoso di una lunga continuazione ancora di vita serena.
MARINO CIRAVEGNA
FULVIO TESSITORE, Crisi e trasformazioni dallo Sialo; Napoli, Morano, 1963, in 8, pp. 260. L. 2500.
I] sottotitolo posto da Tessitore al BUO volume. Ricerche sul pensiero giuspubblicistico italiano tra Otto e Novecento, chiarisco opportunamente il carattere ed i limiti dell'indagine da lai condotta con perfetta chiarezza di metodo e con amplissima, se pure non esaustiva,