Rassegna storica del Risorgimento
BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno
<
1965
>
pagina
<
439
>
Libri e periodici 439
ed umanitarie non erano chela confortante facciata, salvo a parlarsene poi pubblicamente post ewntutn, per deplorare la dilapidazione delle finanze dello Stato, senza che peraltro mai si addivenisse a deliberare il ritiro, cosa, anche per i radicali italiani, che non dimenticavano di essere milanesi, non riportabile soltanto al prestigio nazionale e all'onore della bandiera? L'A. nega la relazione, già autorevolmente affermata dal ferry, tra industrializzazione, protezionismo, sovraproduzione e colonialismo, ancora una volta giocando con le date, quasi che, ad esempio, l'impero coloniale spagnolo sia stato in effetti conquistato dagli Stati Uniti soltanto nel 1899* e dimenticando che la guerra guerreggiata è soltanto la forma estrema d'imposizione d'un predominio economico già solidamente assestato, e perciò spesso un mercato privilegiato d'esportazione garantito con le armi dopo che le risorse locali sono state adeguatamente sfruttate dalle compagnie private (semmai, occorrerebbe seguire il sottentrare di certi interessi economici ad altri, le forniture, ad esempio, gli appalti, al posto della ricerca della materia prima, in seguito all'occupazione militare). L'A. vede benissimo la sfasatura tra profitto privato e profitto statale, ma non fa di questo tema il punto centrale della sua indagine, accontentandosi di acclamare alla pubblica opinione, che si sottopone dibuon grado ai maggiori sacrifici pur di perseguire il nobile ideale della espansione, e di enumerare una filza di comitati e di organismi i cui degnissimi componenti, ovviamente puri prestanome, nulla ci dicono. Il diritto, la virtù, la buona coscienza, sono le grandi parole ohe aprono e chiudono il libro, rispetto alle cui alcinesche seduzioni noi Italiani dovremmo essere ben catafratti e protetti da un magistero pluridecennale* Ma tant'è: Croce, carcassa per gli uni, pontefice per gli altri, se ne resta mabneonicamente sullo sfondo e Finteli ettualltà militante volge oggi il suo pallido sorriso su centinaia di milioni d'individui che hanno preferito la febbre della passione nazionalistica alle magnifiche sorti e progressive della civiltà europea. ,,
RAFFAELE COLAPIETRA
BKUNO PI PORTO, 11 Partito repubblicano italiano. Profilo di una storia dalle origini alle odierne battaglie politiche (Studi e testi di cultura repubblicana, 1); Roma, P.R.I., 1963, n. 8o, pp. xx-215. S. p.
Si tratta di un breve studio (215 pp. in 16 piccolo) che intende percorrere l'intero arco del repubblicanesimo italiano dalla fase preunitaria (per quei che riguarda il formarsi della coscienza repubblicana l'A, risale a Vittorio Amedeo IH) sino alla scissione di Randolfo Pacciardi.
La materia da trattare, dunque, è enorme; le fonti poi, sono ancora poco note. Il pensiero di Mazzini e di Cattaneo non è ancora sistemato in una vera e propria trattazione organica* ove si eccettui, per quello che riguarda Mazzini, il saggio di Salvemini. Considerazione che vale, ed a maggior ragione, per gli epigoni da Gabriele Rosa, ad Alberto Mario, a Jessie White Mario, ad Arcangelo Chisleri, ecc.
Soltanto da qualche tempo si è cominciato a pubblicare e a studiare i carteggi delle personalità più. note del repubblicanesimo italiano, da Cavallotti a Colajanni e sino alla fine dello scorso secolo, mentre l'esplorazione sistematica dei periodici repubblicani di indole e di intonazione diversa da regione a regione, praticamente non è stata ancora iniziata; la fase dell'opposizione repubblicana in età giolittiana è quasi del tutto sconosciuta, ove si eccettuino 1 brevi accenni dello Spadolini e, per quello che riguarda la Romagna, il volume del Lotti; quasi nulla sappiamo dell'antifascismo repubblicano in epoca fascista, non dandoci di questo periodo una visione organica, l'opera di Oliviero Zucca-rini che, tra l'altro, fu parte in causa quale direttore della prima serie della Critica Politica; e, infine, la fase ultima della storia del Partito Repubblicano italiano è ancora troppo legata alle vicende attuali perchè possa essere trattata in Una adeguata sistemazione e da una sufficiente prospettiva storica.