Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
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1919
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pagina
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271
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Il Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano mf48 271
cacciato come un Caussidière e un Bwrhès e oggi ! La mattina di poi ebbi un altro attacco con una nuova combinazione, ma me ne sgabellai, perchè mi conosco assolutamente incapace e poi non c'è forza né volontà di usarla e non è terreno da fermare i piedi . E che ropinione liberale nutrisse poca fiducia sulla effettuazione di una composizione Ricasoli ci dimostra anche quanto ne diceva il Giusti all'Arcangeli dopo pochi giorni: Che si pensavan di fare i tre della Patria se un vento gli avesse portati su? egloghe e idilli al solito . 2
U poeta aveva in animo, quando così parlava, di evitare imbarazzi al ministero Guerazzi: non che lo approvasse e lo sostenesse completamente; ma, comprendendo i danni di continue crisi di gabinetto, cercava di calmare gli oppositori dell'agitatore livornese per evitare nuovi guai al paese. Ma, attraverso alle parole ispirategli dalle circostanze, si intende come il Giusti fosse persuaso della inattuabilità di una politica Ricasoli, sia per il carattere -che avrebbe assunto di fronte al problema estero, sia per il sistema che avrebbe adottato all'interno. È certo, comunque sia, che egloghe non avrebbe cantato il Ricasoli, ma inni funebri per i rivoluzionari, anche se non avesse innalzato il grido di guerra! E questi lo compresero, che fino all'ultima ora i loro giornali non si stancarono dal magnificare il fallimento completo del ministero Ricasoli. A. questa stampa ed in questa occasione gli organi più vicini al barone Bettino opposero un dignitoso silenzio: solo il Conciliatore osò il 26 ottobre 1848 manifestare il sentimento del partito dell'ordine con modi dignitosi, ai quali non potevano replicare anche i fogli, meno riguardosi, delle correnti avanzate: Noi non dubitiamo - diceva quel periodico - che tutta la città non sia per dividere con noi il dispiacere che ci è venuto da questa notizia. s Infatti quello che erasi tanto temuto stava per succedere; il liberalismo, che aveva lottato due anni, era stato fiaccato in una lotta asprissima: i radicali ed i rivoluzionari erano giunti finalmente
al potere.
Né vi era altra via di scampo. Dopo avere lasciato la minoranza radicale e rivoluzionaria ardita ed organizzata, libera o quasi libera di distruggere l'autorità dello Stato, non potevasi credere, che essa avesse potuto e voluto .perdere ciò che aveva acquistato, cedendo le
' Archivio Balbo - Corrispondenza del Conte C. Balbo - Lettera A. b GxiMrìy epistolario, op. QJt. UT. 218. 8 La Patria 3X,; 119, Zi ottobre 1848,