Rassegna storica del Risorgimento
BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno
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1965
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pagina
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451
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Hg VITA DELL'ISTITUTO M
BOLOGNA. - A Bologna dove da anni compiuto il servizio militare aveva preso stabile dimora, si è spento per improvviso malore il generale di Corpo d Armata Renato Righi, nato a Modena il 13 gennaio 1893: soldato valoroso e colto, ed uno studioso serio che allo scrupolo per le ricerche ed alle spiccate capacità costruttive, univa un fervore veramente giovanile.
Brillante la sua carriera militare. Egli l'aveva iniziata, allo scoppio della guerra 1915-1918, col grado di sottotenente degli Alpini nel 3 reggimento, e precisamente nel battaglione Susa . Partecipò pertanto alla memorabile azione del 16 giugno 1915 per la conquista del Moutencro, e ferito in combattimento fu decorato di medaglia d'argento al V. M.
Ritornato al fronte ancora con gli Alpini (battaglione Vicenza ), al comando di una compagnia si battè strenuamente nell'azione di Monte Corno (16 luglio 1916, dove come è noto cadde prigioniero Cesare Battisti), e, pur con una gamba spezzata, riuscì prodigiosamente, con altri pochi compagni, a sfuggire alla cattura. Gli fu così conferita la seconda medaglia d'argento al V. M.
Nell'ultimo periodo bellico, avendo superato egregiamente i corsi della Scuola di Guerra, ricevette diversi incarichi di Stato Maggiore presso il Gabinetto di due successivi Ministri della Guerra, e poscia fece parte della Commissione del disarmo di Ginevra.
Nella seconda guerra mondiale, raggiunto già il grado di colonnello, fu tra i valorosi difensori di Tobruk, e qui (gennaio 1941) cadde prigioniero dopo aver messo in salvo gran parte dei suoi dipendenti e provveduto a distruggere i documenti riservati che teneva presso il Comando. Meritò cosi la terza medaglia d'argento al V. M.; cui si aggiunse altra medaglia di bronzo.
Liberato dalla prigionia, conseguiva nel risorto esercito italiano il grado di generale di Brigata, e di generale di Divisione, e poscia nella riserva quello di generale di Corpo d'Armata.
Non ci poteva essere per il generale Righi un periodo di riposo destinato a degenerare in ozio sonnolento; la sua fervida intelligenza, il suo vigore fisico, le abitudini allo studio (era stato, fra l'altro, insegnante aggiunto di Storia militare nella Scuola di Guerra), la sna stessa fede patriottica ispiratrice delle suo gesta, rinverdivano in lui accanto ai suoi amici di Bologna e di Romagna quegli interessi che già avevano radice nella storia militare e che si estendevano in particolare al Risorgimento, soprattutto per gli anni della campagna del '59, dei plebisciti e delle annessioni.
Anche ima semplice notizia bibliografica in proposito ci offrirebbe la possibilità di riconoscere la serietà e l'importanza dei temi trattati.
Ci sembra doveroso ricordare, come esempio, lo studio che vide la luce nel volume Le Marche nel Risorgimento Italiano (Macerata, 1960) su II generale Manfredo Fanti e Giuseppe Garibaldi, e l'altro su gli Aspetti militari del Risorgimento Marchigiano con particolare riferimento atte operazioni militari del 1860 nelle Marche e nell'Umbria, pubblicato in L'apporta detta Marche nel Risorgimento Nazionale (Ancona, 1961).
Altri studi figurano nella annuale Strenna Storica Bolognese e ne La Mercanzia , rivista della Camere di Commercio di Bologna.
Ma sembra a noi che per ampiezza di trattazione, per abbondanza e preziosità di documenti e per metodo costruttivo, superi ogni altra pubblicazione l'opera che ha per titolo Sulle vie dell'unificazione italiana - La Lega Militarsi 1859-1860 (Bologna, 1962).
È poi doveroso aggiungere che nella cerchia medesima di tale importante argomento veniva considerato dallo studioso In necessità di nuove ricerche e di più giusta valutazione nei-riguardi della figura e dell'opera del suo conterraneo il generale Manfredo Fanti.
Ricordiamo un suo vigoroso intervento in difesa se così può dirsi del patriota carpigiano, durante il Convegno tosco-romagnolo, tenuto a Forlì ed a Rocca S. Casciano