Rassegna storica del Risorgimento

BOZZONI GIAN LUIGI CARTE; MASSONERIA ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <454>
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Vita dell'Istituto
Lo stesso dott. Manfredi ha tenuto la prima delle relazioni in programma trattando di Pietro Gioia avvocato ed esemplificando Ira l'altro l'attività forense di questi a Piacenza sia in cause civili che in difese penali: la difesa di Carlo Balordi imputato di omicidio l'arringa a sostegno del duca Lorenzo Sforza Cesariiii contro il patrimonio dello Stato, la difesa del parroco di Colorno don Francesco Deival accusato di profanazione di se poteri (di cui aveva invece avuto cura) e di Luigi Maggi accusato di aver favorito la diserzione di due soldati austriaci di stanza a Piacenza. Il relatore ha sottolineato con scelti brani la dottrina e la chiarezza delle argomentazioni giuridiche del Gioia che amava temperarne il rigore con frequenti squarci lirici.
Il prof. Nasalli Rocca ha svolto il tema relativo alle idee e alle attività nel campo economico-sociale del Gioia quale primo segretario della Camera di commercio di Piacenza dal 1817 al 1848. H zelatore ha esaminato in particolare un interessante episodio della vita cittadina del tempo, cioè la costituzione di una Sala di lavoro sorta con caratteri di bene­ficenza, per provvedere a gravi crisi di disoccupazione e carestie. Il prof. Nasalli Rocca ha inoltre brevemente esaminato le idee del Gioia (che fu uno dei promotori della Gassa di risparmio) nel campo dei valori delle monete e dei dazi sui tessuti forestieri per i quali prevedeva un moderato protezionismo.
Il maestro Rahitti ha considerato Pietro Gioia in rapporto agli asili infantili. Dal 1840 al 1845, nei primi cinque anni di vita degli asili a Piacenza l'opera del Gioia verso le nuove istituzioni fu essenziale. Egli conosceva bene gli aspetti concreti della vita scola* stiea (programmi, orari rapporti fra maestra e scolaro, ecc.) tanto che può anche consi­derarsi un pedagogista.
La relazione del prof. Forimi su Pietro Gioia ministro della pubblica istruzione del Regno Sardo (10 novembre 1850-20 ottobre 1851) è stata letta dalla prof.ssa Artocchini. Le doti di fermezza e di equilibrio del Gioia emergono nei più importanti provvedimenti presi dal Gioia durante l'alto incarico: nel campo universitario l'istituzione della cattedra di Diritto pubblico e internazionale il riconoscimento dei titoli accademici dei laureati acattolici ed ebrei provenienti dall'estero; la riforma della facoltà di lettere diminuendone le discipline per dar tempo di leggere i classici; e per le scuole elementari gli appoggi finan­ziari alla scuola statale gratuita che preparava gli insegnanti, l'esonero per gli alunni delle scuole private dal pagamento di un tributo all'erario. Alle attività riformatrici del Gioia si opposero resistenze e attacchi, tali da rendergli gravoso l'incarico, cui poi rinunciò.
Gii aspetti del pensiero poUtico-civilc di Pietro Gioia sono stati trattati dal prof. Berti che, fra i fattori della formazione dell'illustre piacentino ha sottolineato l'influenza dell'ambiente piacentino, sia in riferimento alla situazione economica che ai dati culturali.
D. 1821 mette in risalto l'avversione del Gioia alle sette segrete, la sua forza d'im­pegno e la concezione indipendente nazionale. Successivamente si aggiunge il distacco dal municipalismo, l'orientamento verso 1 unico Stato italiano non teocratico, il costituirsi di una intesa liberale anteposta a quelle carbonare massoniche e socializzanti. Compo­nenti del pensiero del Gioia furono: unità di teoria e pratica nelle opere, filosofia penetrata nelle cose, organicità sodale ed educativa, condizioni del vivere civile nella nazione in­centrata sugli attributi della personalità . I maestri di Pietro Gioia furono il padre lo zio Melchiorre Giordani e Romagnosi.
Nella relazione conclusiva il dott. Sforza Fogliarli ha parlato di Pietro Gioia parla­mentare . Ne è emersa l'immagine di un uomo politico la cui mentalità è sempre stata caratterizzata da un grande realismo. I discorsi tenuti al Parlamento Subalpino sono stati analizzati dal relatore nella loro successione cronologica, nella forma composta da un eloquio elegante e castigato nel contenuto in cui traspare la versatilità della cultura del Gioia e la sua linea politica moderata e centrista. Biotto nel 1848, il Gioia fu assiduo alle sedute e fu tra i orimi e più illustri parlamentari della prima legislatura. Fu suo il motto alla libertà ci si educa nella libertà . Il dott, Sforza ha poi contestato l'anticlericalismo .attribuito al Gioia: è provato da molte fonti quanto egli fosse religioso e cattolico.
Tutti i relatori sono stati applauditi. Terminato il convegno è seguita la deposizione di una corona d'alloro al busto dello statiuta (opera dello Bcultore Ferraro che la eseguì nel dopoguerra) e quindi lo scoprimento della lapide infissa su un muro dell'edificio del