Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE MAGISTRALE <>; ISTRUZIONE ITALIA
anno <1965>   pagina <468>
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Fernando Matteotti
temuta statizzazione. Vn/à. pei non cadere < presto o tardi nell'insegna-
mento di Sialo, egli non vedeva altra soluzione se rum quella li una ri­forma decentratila, che attribuisse l'onere dell'istruzione elementare alla provincia. 1 ria riforma in lai senso avrebbe pi,ini., essere la base di avvia-mento di tutto un programma di decentramento amministrativo, atto a snellire la compagini' mastodontica dello Stato. A questo motivo tradì-dizionale del pensiero politico e sociale cattolico il decentramento , Baslini univa un altro motivo in cui traspariva ru calcolo conservatore: Olirò a ciò [la riforma] varrebbe ad assicurare un indirizzo in tutto con­forme ai propositi della Tommaseo, in pianto è ili l'aito che la più parte, per non diro la totalità, "'Ile ammanisi razioni provinciali segue un program­ma conservatore, laddove, invece, nei piccoli comuni le. passioni locali. facilmente mutevoli, possono ripercuotersi anche nella scuola .
Il presidente della Tommaseo veniva subito da più parti accusato di colpire a morte il principio della libertà della scuola, Carcano e Zanoni davano vita a un periodico La Scuola Nuova, '' e indicevano un referendum fra gli iscritti invitandoli a pronunciarsi contro i programmi di avocazione della scuola alla provincia e allo Stato, che minacciano, insieme alle già calpestale autonomie comunali, tutte ! nostri- libertà civili e religio-.' clu- posano sull'in violabile diritto della podestà paterna.2) Era tuia le­sala di scudi e un esplicito invito alla dissidenza. Non poche sezioni pro­ludali si associavano alle proteste dei due maestri.
E interessante soffermarsi sullo spirito delle più autorevoli adesioni alle tesi dei dissidenti. Un ascoltalo maestro del pensiero sociale cristiano, eppe Toniolo. individuava seri pericoli statalistici nella proposta Basliui e spezzava una lamia in difesa dei Comuni svolgendo ima conce­ssione che SÌ tingeva di utopismo medievale. Dell'insegnamento scolastico scriveva i cattolici e tulli gli onesti italiani hanno l'alto finora que­stione di libertà di inscienza. 0 meglio di feile. poi di diritto personali' e familiari': ora urge ili farne tema ardente di autonomia dei nostri Cornarli.
che furono sempre culla e focolare di cultura essenzialmente democratica, e per essa di civiltà cristiana. La proposta di avocare la scuola alla pro­vincia è dunque per noi antistorica e antipatriottica per eccellenza lui faceva eco lamico prof, olivi il (retale, pure io nome delle autonomie comunali, rilanciava l'antico motto prò aris et focis.
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