Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <275>
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B Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano nel '48 375
VII.
È certo che essa doveva esser grande ed esigente la critica. Gli uomini, che avevano strenuamente combattuto i liberali, come coloro i quali non avevano compreso il problema dell'indipendenza e che in ogni modo non l'avevano sciolto secondo la natura reale delle Còse, dovevano mostrare al granducato l'errore commesso nel tenerli lontani dalla direzione dello Stato e far vedere, come essi veramente possedei sero i mezzi indispensabili per giungere alla meta desiderata. E, poiché essi non eran soltanto l'espressione della volontà nazionale, ma rap­presentavano anche un partito, dovevano persuaderne gli aderenti, di non avere invano riposta la loro fiducia in coloro, che erano saliti al potere. Un duplice carico pesava perciò sul Ministero del 27 ot­tobre 1848 ed una duplice responsabilità, perchè, se i suoi membri in apparenza erano stati eletti per provvedere al bene pubblico del paese, in realtà quelli, che li avevan condotti alla direzione dello Stato, at­tendevano da loro la ricompensa immediata delle fatiche per loro com­piute e la realizzazione di un programma, con il quale li avevano presentati ai loro seguaci. La natura della vita politica toscana di allora taceva, si, che il nuovo Gabinetto si trovasse di fronte a diffi­coltà non prevedute o non ponderate sufficientemente. Che l'opi­nione del granducato gli si presentava divisa in due parti fra loro inconciliabili.
I rivoluzionari ed i radicali, ai quali il Guerrazzi ed il Monta­nelli eransi in modo speciale appoggiati nella lotta contro il libera­lismo, credevano con il nuovo Governo di realizzare tutte le loro dottrine; anche quelle che, idealmente buone, non potevano in quel momento essere applicate nell'organismo sociale del Granducato. Il problema economico, che aveva travagliato le classi .inferiori della società toscana e che aveva formato uno dei più vigorosi atti di ac­cusa contro il caduto Ministero, sorgeva ora più possente che mai, perchè fosse una buona volta risolto, secondo le teorie recentemente manifestatesi nel movimento europeo. E non vi è alcuno il quale possa oggi supporre, che il Montanelli ed il Guerrazzi avessero voluto attuare, allora, in Toscana, ciò che si presentava, in altre nazioni, molto più ' progredite e più atte ad occuparsi di questioni sociali, come assoluta­mente impraticabile. Ond'è che questa inconciliabilità fra il programma degli uomini di Governo e le promesse dei capi dell'opposizione al Cap­poni, non essendo intesa dalla massa o da chi la guidava, doveva con­durre ad una inevitabile rottura fra il nuovo Gabinetto ed i suoi fau­tori o se non ad una rottura vera e propria non avesse portato, avrebbe avuto per eftMóM; concedere, a mo' di compenso, altre libertà