Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
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1919
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E. Pa88amonti
non meno pericolose e dannose per il bene del Granducati e per la prosperità generale d'Italia. Né potevasi prevedere ciò che avrebbero fatto le folle, quando avessero dovuto rinunziare alla realizzazione di quelle speranze, per le quali avevano vivamente combattuto e nella cui attesa avevano fino allora pazientemente sofferto. Si sarebbero esse contentate di una democratizzazione dell'organismo di Stato ? Si sarebbero appagate di ottenere un allargamento di diritti politici o non avrebbero voluto ottenere quei benessere economico che avevano tanto desiderato, poco curando il resto? Ed allora, nel caso in cui i fautori del Ministero del 27 ottobre, modificata, per le ragioni su esposte, la loro politica, lo avessero abbandonato ed anche assalito, chi avrebbe sostenuto questo Governo? I liberali forse ? Veni vasi a formare in Toscana verso la fine dell'ottobre del 1848 la stessa situazione che si verificò, poscia, in Piemonte con la composizione del Gabinetto Gioberti : gli uomini giunti al potere per mezzo dei democratici e dei rivoluzionari, una volta accertatisi, che non era possibile attuare un sincero programma democratico, sentendo che presto o tardi avrebbero perduto il favore degli amici recenti, cercavano lentamente di riaccostarsi ai vecchi, come quelli che, più esperti e più forti, avrebbero dimenticato, nella visione delle loro alte idealità, i vecchi rancori e, stretta loro nuovamente la mano, si sarebbero con loro uniti per collaborare insieme al bene della patria. Ma, come negli Stati Sardi i Pinelliani non potevano obliare il Gioberti capo dell'opposizione al loro illustre capo, così i liberali toscani vedevano, nei ministri, i rivoluzionari, e li ritenevano, anche dopo l'assunzione al potere, gli uomini più pericolosi per la prosperità del paese. Per quanto potessero stimarli individualmente, specie il Montanelli, non 'li potevano approvare come uomini di Stato. Essi rappresentavano per i liberali del Granducato gli esponenti della folla che avevano veduto tumultuare nelle loro principali città contro uomini integerrimi; erano il programma di quella stampa che aveva scagliato le invettive più atroci contro persone purissime di pensiero e di azione;; appoggiarli equivaleva ad approvare ciò che avevano compiuto e sostenere il loro principio rivoluzionario. Ed i nostri liberali che, pur avendo fatto una maggiore rivoluzione nei campo delle idee e della politica, .abolivano. a quella specie di agitazione, la quale aveva condotto al polene il ftontanellj ed il Guerrazzi, non -si iStSvan Faninio di porger loro la mano, che Ìho:è l'altro tendevamo prudentemente, ma risolutamente. E di quel che pensassero i nostri patriotti r-j pMò dare idea una>lèera del Vlessèròe al Gentofanti del 25 <* j lofore 184? Garo amico, i pili debbono servire ai meno, i vecchi ai giovanti sapienti agii ignoranti, i galantuomini ai birbanti. Seco la