Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <277>
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TI Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano nel'4.8 277
nostra rivoluzione. La quale, doventata il nostro Governo, studìerà. tutti i modi di organizzarci fortemente negli ordini dello Stato dando i posti vacanti ai suoi fedeli e procurando che altri pochi abbiano a vacare per darli a questi suoi cagnotti Ier sera qui fa rumore mi­naccioso contro il Prefetto e lo Stato maggiore della guardia civica, il quale diede la sua dimissione. E lo stesso credo che farà la guardia eivica se già non l'ha fatto: il Governo nuovo gode di questi tumulti e noi dovremo provvedere da noi medesimi alla nostra sicurezza o crede di averli ad impedire e far il suo dovere . l Chi parlava in questa maniera non poteva porre la sua fiducia negli uomini del Go­verno e, se per naturale spirito di pace non li voleva assalire, non sentìvasi la forza di sostenerli. Lasciandoli soli nel mare tempestoso della politica, dava loro quello che era in grado di concedere. Ond'è che lentamente si veniva a formare un vuoto intorno ai capi del Mi­nistero del 27 ottobre 1848, dalla qual cosa non potevasi attendere nulla di buono per il paese. Che infatti, resasi indifferente la parte più sana della nazione alla vita pubblica dello Stato, trovandosi il Governo abbandonato da chi avrebbe dovuto esserne il sostegno più efficace, non sarebbe rimasto al Gabinetto toscano altro, che il gettarsi completamente nelle braccia dei partiti estremi, concedendo loro quello che volevano, lasciandosi rimorchiare dal loro volere, condu­cendo, per impossibilità di resistere, a rovina, la Toscana e l'indi­pendenza d'Italia. Nessuno poteva dubitare, come fosse intimamente collegata la crisi toscana al movimento generale della penisola. Ond'è che, tra* nostri stessi liberali, sorse qualcuno il quale tentò d'impedire l'assenteismo e l'opposizione dei suoi compagni di parte. Compren­dendo, che lo spirito del nuovo Gabinetto non era sostanzialmente molto diverso da quello del Governo Capponi, salve alcune formali concessioni che doveva emanare per forza di cose, e prevedendo dove si sarebbe andati a finire, se lo si fosse- costretto a gettarsi tra' rivo­luzionari, voleva riunirlo al liberalismo, perchè l'uno e l'altro, usando reciprocamente dei buono che avevano, cooperassero alla prosperità del paese riorganizzando-come da lungo tempo desideraasi, È fra questi uomini di buona volontà, fu il Giusti, che non era alieno da un savio ampliamento delle libertà costituzionali e che era persuaso, che dalla fusione de 1 liberalismo e delle forze sane della democrazia sarebbero state salve le guarentigie statutarie e l'indipendenza della nostra patria.
i Archivio di Wnio ài ~ MmMo Qmfutiti - a<MtepG)enw .- Busta n. J9.