Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <279>
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Il Ministero Capponi eil tramonto del liberalismo toscano nel *48 279
male gravissimo, ma inevitabile data la natura dei tempi e degli uo­mini. Lo vedevano, oltre che il Giusti ed altre personalità politiche, anche persone del popolo se al Gentofanti il 31 ottobre 1848 giun­geva quest'anonima : Centofanti, si dice che voi non siete (sic) più quello di prima. Che il vostro entusiasmo è cessato, perchè la vostra ambizione ha fatto naufragio. Io vi ho stimato troppo per crederlo. Ma d'altronde non so pensare il vostro silenzio in questi momenti procellosi. Nei pericoli della patria si conosce là virtù del cittadino. Nel cuore della gioventù studiosa che pendeva dalle vostre parole voi radicaste speranze magnanime, proclamaste il bene della patria, il sommo bene : i principi che professaste li applaudivano i buoni e tuttavia li applaudono. Sareste per avventura mutato? Lo vedremo. Perchè non siete più campione del vero ? La stampa si è mutata in licenza e voi tacete? E voi non porrete ostacolo ai mali, che si agglo­merano sul nostro orizzonte? Parlate, parlate, parlate ! Solo chi avrà perseverato, sarà salvo 5 La parola rude e sincera dell'anonimo diceva gran verità; e, mentre ricordava al filosofo pisano l'opera in­stancabile di anni dolorosi e faticosi, lo scongiurava, nel nome della patria, di non lasciar pericolare l'esistenza della causa della libertà: ma, come quelle del Giusti, eran parole vane ; tanto al di sopra di ogni buona volontà era la persuasione che bisognasse lasciare che gli uomini venuti al potere con la violenza mostrassero ai paese la loro inettitudine e lo persuadessero del male da loro compiuto.
H Guerrazzi ed il Montanelli previdero quale sarebbe stata la condotta dei liberali e ne presentirono il danno, se cercarono, appena giunti a capo dello Stato, di riconquistarne la fiducia con opere di moderazione e di saviezza. Che l'agitatore livornese volesse, coeren­temente alla sua azione di più di dieci mesi, attuare una politica anti­tetica a quella dei Capponi è cosa da escludersi. Più dei moderati e dei liberali egli comprendeva il danno che gli sarebbe venuto dal-l'appoggiarsi alla massa incosciente, diretta da personalità, che non appartenevano tutte alla genti toscana. Botto la veste del sovversivo era uno spirito che aborriva i sistemi rivoluzionari; se se ne era ser­vito per arrivare dove si era prefisso, non li voleva seguire dopo avere conseguito la mèta; ed appunto, perchè ne conosceva per esperienza la portata, non li avrebbe mai innalzati al grado di azione governa­tiva. E, se. astrattamente, egli accarezzava l'idea repubblicana, più
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