Rassegna storica del Risorgimento

OROBONI ANTONIO FORTUNATO
anno <1965>   pagina <517>
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Nuovi documenti su Antonio Fortunato Oroboni 517
olio i suoi fratelli, ai quali lasciava un legato di Lire 3172,40 potessero appor­tare la benché mìnima giudiziale molestia al detto erede proprietario , ordinava che in tal caso essi abbiano a perdere il suddetto legato e questo abbia a ritor­nare e restare a beneficio del mio amatissimo erede .
A queste testimonianze si aggiunge quella della contessa Elisabetta Oroboni, sorella del conte Antonio e con lui convivente, che, nel nominare suo erede uni* versale il figlio adottivo, Antonio Fortunato, afferma: ...Visse sempre in questa famiglia e dal quale sono stata sempre amata e rispettata, per cui... .
L'affettuosità e la tenerezza delle frasi usate dalla contessa Antonia nel suo testamento, che vanno al di là di ogni puro e semplice linguaggio curiale, sia verso il marito ...e ciò in considerazione dei tratti di vero e cordiale affetto che egli mi ha praticato durante la nostra maritai convivenza... , sia verso il giovane Antonio Fortunato (mentre avrebbe dovuto sentirsi offesa dall'adul­terio consumato dal marito nei suoi riguardi) ci danno sicura prova che comprese e giustificò il vivo desiderio del conte Antonio di avere un erede maschio a cui trasmettere il nome di famiglia. Questo vivo desiderio trova anche riscontro in un altro documento, nel testamento segreto, cioè, del conte Antonio, redatto il 29 luglio 1824. Morto il giovane Antonio Fortunato nel carcere dello Spielberg, il più. che ottantenne padre ricorse all'unico mezzo che ormai gli rimaneva per trasmettere il suo nome: nominò sua erede universale la nipote Marianna Ron­calli, nata dal matrimonio della figlia di primo letto Laura col conte Giulio Roncalli, obbligandola nel contempo ad assumere il nome della famiglia Oroboni accanto a quello di Roncalli, e cosi, mutato in Roncalli-Oroboni, trasmetterlo ai propri discendenti. Nel predetto testamento segreto si legge infatti: Erede proprietaria di questa metà di mia facoltà, istituisco l'amatissima mia Nipote Marianna figlia di mia figlia, la quale assumerà il nome della mia famiglia ag­giungendolo al proprio e si chiamerà Roncalli-Oroboni, quel nome Oroboni passerà alti, di lei figli e successori .
Un approfondito e minuzioso esame dell'atto di adozione ci rivela con quanta gelosa cura fosse stato mantenuto il riserbo sulla non regolare nascita del giovane Oroboni. Ciò si evince anche da alcuni elementi che a prima vista possono sembrare insignificanti, quali la scelta del notaio rogante e dei testimoni. Questi sono tutti legati fra di loro da vincoli carbonari ed i loro nomi compa­riranno direttamente o indirettamente nel processo per i fatti del Polesine.2) I
J) Cfr. in Appendice doc. n. 4.
2) Nel processo del Polesine furono coinvolti i seguenti carbonari: 1) Aimari Giulio Cesare, figlio dell'aw. Giorgio, di a. 25, di Ferrara; 2) Bacckicga Giovanni, di Alfonso, di a. 30 circa, nato a Gambcrara; 3) Canonici marchese Gìo. Battista, di Ferrara; 4) Ca-prara Gaetano, sacerdote, di a. 44, di Ferrara; 5) Caravieri Vincenzo, di a. 32, di Crespino, medico; 6) Cavriani Carlo, di a. 59, di Occhiobello; 7) Collamariui Domenico, di a. 34, di Ancona; 8) Confortinati Gaetano, fu Lorenzo, di a. 40, di Verona; 9) Cecchetti Francesco, di a. 37, di Rovigo, impiegato presso il Tribunale; 10) Dal Fiume Annibale, di a. 41, di Badia; 11) Delfini Giuseppe, di Giuseppe, di a. 36, di Ferrara; 12) Foresti Felice, di a. 31, pretore di Crespino; 1.3) Fortini Marco, di a. 30, sacerdote, di Fratta; 14) Gobbetti Lo­renzo Vincenzo, figlio del notaio Gerolamo, di a. 26, di Rovigo, aggiunto al Conservatore delle Ipoteche; 15) Grimi a ti Domenico, di a. 34, nato a Pinchcrle nel Polesine; 16) Laudi Ferdinando, di a. 52, di Vicenza; 17) Lenta Antonio, di a. 34, di Rovigo; 18) Lombardi Gerolamo, di a. 40, dispensiere dei sali a Polcsella. 19) Matteo Luigi, di Angelo, di a. 27, di Polcsella; 20) Manco Natalo di Giuseppe, di a. 31, di PoleseUa; 21) Mantovani Giuseppe,