Rassegna storica del Risorgimento

OROBONI ANTONIO FORTUNATO
anno <1965>   pagina <518>
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Giuseppe Russo
due testimoni, don Marco Fortini e Giacomo Monti, ambedue di Fratta, furono arrestati coll'Oroboni e con lui processati; lo stesso Fortini, ohe di Antonio Fortu­nato era stato amico sin dall'infanzia, gli fu anche compagno di cella allo Spiel­berg e ... gli chiuse gli occhi . ) Il notaio Girolamo Carlo Gobbette di Lorenzo, residente in Rovigo, è il padre di Lorenzo Gobbetti,*) aggiunto all'Ufficio delle Ipoteche di Rovigo, che fu incriminato e condannato nello atesso processo di Fratta. Fu quest'ultimo che registrò presso il Conservatore di Rovigo, dove era impiegato, i vari documenti che sono allegati all'atto di ado­zione e che certamente consigliò di scegliere suo padre, quale notaio, per meglio mantenere il riserbo. Anche nel testamento della contessa Antonia Manfredini Oroboni, rogato dal notaio Lorenzo Valseceli, che sarà d'ora in poi sempre il notaio della famiglia Oroboni, e dettato quando l'atto di adozione ri­tornò perfezionato da Venezia, compare il nome di un altro carbonaro, Vincenzo Zerbini, processato anch'esso per i fatti del Polesine. Per questo atto testamenta­rio era necessario servirsi di testimoni che fossero amici intimi e fidati, in quanto nel documento si accennava all'origine adulterina del giovane Antonio Fortunato. Un'altra considerazione rimane a fare: se sì guarda all'età ed alla posizione sociale di tutti questi uomini, che in un modo o nell'altro sono legati fra di loro da una stretta ed intima 'amicizia, prima che da vincoli carbonari, si rileva che essi, giovani o appena maturi, appartenevano tutti alla piccola nobiltà terriera o al ceto borghese-intellettuale. Ciò, se ancor ve ne fosse bisogno, conferma mag­giormente quanto è stato già detto, che fu, cioè, tra la fine del XVIII ed il princi­pio del XIX secolo che sorsero quelle forze spirituali che conquistarono sempre più alla religione della libertà non solo uomini singoli, ma strati sempre più. consi­stenti del ceto medio e della nobiltà .3) Questi per intelligenza, cultura, censo e forme di vita sociale, iscritti o no alla Carboneria, ma intimamente legati fra di loro da amicizia e tradizioni familiari, avvertirono più degli altri l'intimo tra­vaglio derivante dal sentirsi sudditi e non cittadini degli Stati assolutistici in cui vivevano e contro i quali, nel quindicennio che va dalla caduta di Napoleone alla rivoluzione del luglio 1830, tentarono di lottare con tutti i mezzi di cui disponevano, per abbattere l'oppressione e l'indiscriminato potere assoluto, anche se paternallsticamente esercitato, dei loro sovrani.
GIUSEPPE RUSSO
sacerdote, di a. 48, di Ferrara; 22) Marietti Giuseppe, di a. 31, di GalJba; 23) Monti Fe­derico, di a. 22, di Fratta; 24) Monti Giacomo di Vincenzo, di a. 24, di Fratta; 25) Monti 'Giovanni, fratello del precedente di a. 32, di Fratta; 26) Moregola Francesco, fu Domenico, di a. 31, di S. Maria d'Ariano; 27) Munari Costantino, di a. 50, di Catto; 28) Oroboni conte Antonio Fortunato, di a. 28, di Fratta; 29) Poli Antonio, di a. 34, di Fratta; 30) Rinaldi Pietro, fu Giovanni, di a. 45, nato a Bologna; 31) Salatimi Vincenzo, di a. 39, di Occhio-bello; 32) Solerà Antonio, di a. 37, nato a Milano, pretore di Lo vere; 33) Tisi Benvenuto, di anni 35, di Ferrara; 34) Villa Antonio, di a. 33, di Fratta; 35) Viviani Luigi Antonio, iti Rinaldo, di a, 41, da Fierrn; 36) Zerbini Vincenzo, di a. 40 di Fratta; 37) Zona Dome­nico, di a. 26, di San Martino.
*) S. PELLICO, e, L, eap. LXXVL
*) Nacque a Rovigo 1*8 ottobre 1792 e fu battezzato lo stosso giorno nella collegiata di 8. Stefano, da Girolamo Carlo Gobboni e dalla nob. Elisabetta Bonifacio, sposatisi in Rovigo il 14 agosto 1791.
*) Per maggiori notizie efr. P. PIETU, te società segrete ed i moti degli anni 1820-21, e 1830-31, Milano, Vallardi, 19,3,