Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <280>
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E. PasamonH
che per convinzione profonda e radicata da dati di fatto, per effetto della sua formazione intellettuale giovanile riconosceva in realtà l'inattuabilità di questa dottrina politica; e, divenuto ministro, si preparava ad oppugnarla in qualsiasi sua manifestazione. E ciò non per opportunismo, ma per persuasione sincera. Sapeva ii Guerrazzi che la massa del Granducato non era preparata ad un cambiamento di Governo; conosceva, che i molti desideravano porre fine alle lotte intestine e che sarebbero ricorsi, a chicchessia, se anche il nuovo Ministero, ehe erasi presentato come conciliatore delle varie fazioni, avesse fallito in questa importantissima parte dei suo programma. Ed il Guerrazzi, che si sentiva toscano, non voleva offrire il destro, ad amici ed a nemici, di entrare nel Granducato per comporvi le cose in pace : toccava ai Toscani il regolare gli affari di casa loro. Onde necessitava da un lato padroneggiare le tendenze rivoluzionarie con una politica energica ed insieme prudente a base di repressioni e di promesse; dall'altro appoggiarsi al liberalismo ed al Sovrano per organizzare la parte più forte dei paese e potere al momento oppor­tuno domare anche te eventuali agitazioni dei partiti estremi, quando essi, vedutisi delusi nelle loro speranze, avessero tentato di usare contro gli uomini del 27 ottobre quei mezzi di lotta con i quali li avevano condotti al potere. Ed allora pacificato il paese, riacquistata la fiducia dell'opinione pubblica, ricondotto il benessere economico con atte riforme, il Guerrazzi avrebbe potuto attendere al problema dell'indipendenza, salvaguardando in ogni modo ed in ogni tempo l'integrità del Granducato.
Si spiega quindi la ragione del programma ministrale, con il quale il Guerrazzi doveva affrontare il giudizio della nazione. Era cosa assai scabrosa sapere, da un lato, soddisfare l'attesa di un par­tito; che l'aveva sostenuto nella campagna contro il liberalismo, dal­l'altro accaparrarsi la fiducia di questa corrente notevolissima della opinione pubblica mostrandole essere vani i timori, che su dilui erano stati concepiti. Né limitavansi a questo le difficoltà tra le quali dibatteva! il Guerrazzi, ma nel seno stesso del Gabinetto doveva affrontare un ostacolo importantissimo, con la questione della Costi­tuente, alla quale alcuni suoi coileghi tenevano più che ad ogni altra cosa e di cui egli valutava il pericolo riconoscendone l'ambi­guità. E, se con la formula di Ministero democratico, troppo vaga per significare l'attuazione delle idee dell'opposizione Capponi, sod­disfaceva, pei' il momento, i partili radicale e rivoluzionario, dall'altra cóITaffermazione netta e precisa !dxrìttcipato costitimonale persua­deva i liberali che, ben lungi dal?oppugnare ii Governo monarchico, egli si proponeva di appagarlo con triti e le sue forze riaffermandolo