Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <285>
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B Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano nel *48 85
organi del liberalismo toscano, che il gabinetto dei 27 ottobre aveva cercato, nelT esporre le sue intenzioni, di dare un peso maggiore al­l'attuazione della Costituente che non alla prosecuzione della guerra; ed accusava i suoi membri di venir in questo modo meno ai propri principi, sostenuti fino a pochi giorni innanzi, per cui il problema della cacciala del nemico doveva in ogni momento prevalere sa quello dell'assetto futuro della penisola. E fra gli altri fogli del partito liberale la Monista notava: Voi che sempre proclamaste la necessità di coadiuvare e promuovere la guerra nazionale, oggi che lo potete, perchè non proferite appena cTie una pallida parola per questo vitale argomento ? Proclamate una Costituente italiana, tale a dir vero che non comprendiamo in cosa consista ; ma la Costituente del vostro programma non è più quella che il Presidente del Consi­glio bandiva nelle vie di Livorno. Volete voi che la Toscana imponga agli altri Stati la legge o invitate le popolazioni degli altri Stati a distruggere i governi esistenti per venire a far cerchio intorno a voi ? Il primo mezzo è sogno di una mente ammalata, il secondo è delirio colpevole nelle attuali contingenze della patria comune . l Bisogna pur convenire che l'attacco della Maoista era ben diretto. Conoscendo, né noi possiamo dir quanto e come, l'influenza del Guerrazzi nella modificazione che la Costituente dell'otto ottobre 1848 aveva subito, entrata come parte del programma ministeriale, questo giornale smascherava le batterie dell'agitatore livornese accusandolo di volere sempre servirsi di un nome, per una politica personale od almeno municipalista. Non potendo vedere i fini reconditi del Guer­razzi, dall'esame superficiale dei fatti, lo additava alla nazione come colui che, dopo aver predicato il dovere della guerra, la concordia delle regioni italiane, la lotta contro le monarchie, gelose dell'altrui indipendenza, voleva ora compiere a prò' della Toscana e a prò' suo ciò che aveva combattuto strenuamente negli altri. Ed allora la con­cordia desiderata, le forze attese per la guerra sarebbero venute a mancare e si sarebbero allontanate dal campo di battaglia, piene di disgusto, le sole milizie capaci di affrontare il nemico. Questo voleva dire la Rivista e da questa affermazione derivavano conseguentemente il ritorno dello straniero nella penisola, la rovina del principato costi­tuzionale e della libertà. - 1, ferma Éell'opinione, che il ministero democratico, anche se pieno di buone intenzioni, cosa di cui dubi-
' La Rivìnta IntUpcndcàtti, 124, 30 ottobre 1848. 2 La Rivista JìHiipomléniti. 124, 30 ottobre 1818.