Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <286>
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JEJ, Passo-monti
tava, non avrebbe mai potuto espletare il suo programma, ma sarebbe caduto inevitabilmente nelle mani della demagogia e della rivolu­zione, la Hìmista con i confratelli liberali continuò per lungo tempo a combattere le opere del ministero Guerrazzi ed a criticarne insi­stentemente i principi. Se questi giornali avevano ragione nel temere che il gabinetto del 27 ottobre 1848, legato com'era al partito rivo­luzionario, dovesse essergli devoto e quindi trovarsi in antitesi con le idee espresse alla Camera il 28 ottobre, avevano il gravissimo torto di non udire o non volere ascoltare il dovere di strappare questo gabinetto a quella pericolosa rivoluzione. Non vedevano i nostri liberali che, allontanandosi ogni giorno di più dal tentativo di conciliazione offerto loro indirettamente dal Guerrazzi, lo costrin­gevano a gettarsi nelle braccia di chi avrebbe dovuto fuggire. E gli attacchi continuarono implacabili. Or dimostravano che la parola democrazia non era se non un mascheramento di demagogia, ' or avvertivano il paese che la Costituente era un paliativo per distrug­gere le ultime forme di governo che fossero rimaste all'Italia8; or accusavano apertamente il ministero di voler fare una politica muni-cipalista come i loro predecessori, contro i quali avevano operato con tanta violenza. E ne svelava i maneggi la Rivista Indipendente così : Si immaginarono delitti e tradimenti, si pose il sospetto e la diffidenza fra Principi e popoli, si posero in campo dottrine perni­ciose per la società e i popoli stessi furono divisi; e intanto si grida guerra, mentre si distruggon le armi che possono assicurare il successo 8.
E il più notevole si è, che siffatte opinioni della stampa liberale toscana erano condivise, forse in modo meno violento, ma non meno efficace, dagli uomini più autorevoli del liberalismo, che non apparte­nevano direttamente all'ambiente giornalistico. V'era, come abbiamo esposto, la tendenza, in quel gruppo di valentuomini, di lasciai1 sole le persone venute fuori dalla rivoluzione, perchè il paese si per­suadesse della loro inettitudine. Lamentando i mali che sarebbero venuti alla patria, nessuno dei nostri patriotti si sentiva l'animo di correre nel periglio ed aiutare a salvarsi la sdrucita barca ormai prossima a naufragare. Eppure, come abbiamo già visto, i ministri pericolanti tendevau la mano agii antichi amici, che contemplavano
1 La Mirisi Indipendente, 125. 2 novembre 13*13; * Za Bùmta In dipendente, 129, 9 ovwai 848. 1 Ufi Rivista Indipendente, 13-i, 18 novembre 1848.