Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <287>
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TX Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano nel'48 287
lo spettacolo, dalla riva, colle braccia incrociate. Cosi il Montanelli scriveva ai Centofanti il 16 novembre 1848: Le cose vanno bene. La Costituente, che tu avevi paura che mettesse sossopra V Italia, ben lontana dal turbare le nostre relazioni con gli altri Stati ita­liani, ci fa temere e rispettare più di prima. Col Piemonle pace e conciliazione .-* Erano le parole del Montanelli come quelle di chi, trovandosi in un terribile momento, chiama in aiuto colui che lo deve salvare, dicendogli, essere lontano da quel punto il pericolo. Ma quale differenza tra il Montanelli della fine del settembre del 1848 e il Mon­tanelli di due mesi dopo. Il Vieusseux infatti, che vedeva hene quasi sempre nelle cose di Toscana, scriveva al Centofanti augurandosi che il Montanelli avesse finito per cedere all'evidenza, per quanto gli sem­brasse cosa difficile assai, non per lui, ma per le difficoltà, che gli sorgevano d'ogni parte d'intorno.2 E quali esse fossero ci illumina ciò che la signora Angelica Palli scriveva al Ricasoli il 26 ottobre 1848: Io non saprei come esprimerle il senso di disgusto da cui tutta l'anima mia fu compresa all'annuncio degli ultimi eventi to­scani. Oh ! benedetta la barbarie, poiché gentilezza e savi costumi por­tano a codardo oblio, di quanto gli nomini devono a sé stessi, agli avi, ai posteri. Ella se ne sta in disparte spettatore delle schifose prostituzioni d'ogni dignità umana . E continuava : Livorno dove nessuna legge obbedita, dove non è pensiero generoso per la cac­ciata dello straniero, dove miserabili vanità individuali servono di norma agli urli, agli spari, al dare nelle campane, all'insultare, nel fischiare, a tutte infine le fanfaronate di gente; dove non è vero co­raggio e un principio chiaro; Livorno, due terzi di buoni timorosi e un terzo di cattivi sfrontati, impone i suoi capricci all'intera Toscana... L'onda dell'anarchia ci sommerge tutti nei suoi flutti ai quali non osammo opporre una solida diga ." E se queste parole della nobile signora possono sembrarci sospette per l'epoca in cui sono state scritte, più evidenti ci sembrano le seguenti dettate in altro momento di spirito. Il 4 dicembre infatti: Noi siamo adesso tranquilli nei nostri boschi - diceva la Palli - ma tuttavia in mezzo alle feritoie e alle cartuccie e ai fucili... così, in mezzo alla democrazia per eccel­lenza, torneremo a viver nel medio evo. Livorno è tutt'altro che tran­quilla Sì prometter lungo fa l'attender corto; temo che questa volta
a Arùhimo di Siato di Pisa -fia svito Gentofmfir- Corrispondenm - Busta n. 13* a Archivio di Stato fàPisa - Lascito Centofanti - Corrispondewa -Busta n. 19. 8 Are/mio Bica-soli - Broli.