Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <293>
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U Ministero Capponi e il tramontò M liheralismo toscano nel948 293
m altri tempi amara e crudele la rampogna straniera che ci diceva i ri degni della libertà; oggi diviene anche più grave perchè non del tutto immeritata .. E concludeva : Il rispetto alle léggi e le virtù cittadine sono le condizioni della libertà ; dov'esse vengano a man­care, il dispotismo è la minore delle sventure, che ci posson essere serbate .'
Bisogna pur convenire che, se buone potevano essere le inten­zioni di questi organi toscani, non egualmente perfetti erano la forma ed il metodo. Insistere sul valore rivoluzionario e demagogico del ministero, acewsM'é di debolezza se non di vergognosa colpevolezza con la parte più pericolosa della opinione pubblica, erano cose tut-t'altro che efficaci per conseguire la concordia desiderata e neces­saria per la continuazione della guerra dell' indipendenza. Tanto più che non erano giuste tutte le accuse mosse al Guerrazzi ed al Mon­tanelli. Fin dall'inizio del loro ministero avevano, come abbiam visto, usala la loro energia per persuadere il paese che essi erano i primi nemici di quella massa rivoluzionaria, della quale erano indicati es­sere gli esponenti massimi ; ed il Guerrazzi, per quasi V intero mese di novembre, aveva continuato la politica di moderazione da un lato, di repressione dall'altro contro ogni forma di violenza. E con i suoi rappresentanti, che oltrepassavano il mandato governativo, e con quella parte del popolo che non aveva compreso che cosa volesse signifi­care spirito di democrazia e pericolo di demagogia, aveva usato il Guerrazzi ogni mezzo per ricondurli sul retto sentiero. Ciò che era avvenuto in Firenze ed in Livorno, per le elezioni, aveva tanto im­pressionato il Montanelli ed il Guerrazzi ch'essi avevano pensato ad abbandonare- il potere, temendo di non avere in realtà l'ascendente sperato sulle folle, indispensabile per l'attuazione delle loro teorie di governo : ne abbiamo una prova in quello che il Montanelli scriveva :1'. 'M novèmbre al Centofanti: Ier Tate) non solamente io, ma gli altri colleglli, .-avevamo determinato di dare le nostre dimissioni. Pre­gati e scongiurati a restare da chi temeva mali peggiori ci limitammo alla notificazionea di ieri che avrai veduta. Ma sii certo, che man­terremo la parola. Forza materiale contro le dimostrazioni popolari non la vogliamo usare perchè sarebbe peggiore il rimedio del male, perchè l'esperiméii'iò' è già stato tatto -e,s !e eflfl a -che .èia IÉ-
1 .È- Rivinta Indipendente, Ì7j 38 novembre 1848 - Cfr. Corriere Livornese, 232 15 novembre 1848 - 233, Ì6 novembre 1848 - 235, 18 novembre 1848. 1 GàHesiom dì Dommenti, op. clt., 156.
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