Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <296>
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''. Pasaamonti
derio del potere, mira da lungo tempo del Salvagnoli, non possiamo negare che scopo fondamentale ne era stata la persuasione, che con la politica del Guerrazzi la causa dell'indipendenza era esposta ad una sicura,.rovina. Se anche il Salvagnoli avesse voluto fare della Patria uno strumento per privati interessi, glielo avrebbe impedito il Rica-soli, anima del giornale; il Ricasoli, che nessuno poteva accusare di private ambizioni e di meschine vedute e che, entrato nel campo del giornalismo, ubbidendo ai dettami dei maestri del grande partito li­berale, aveva agito, mirando solo all'attuazione dei principi fonda­mentali di qnesta dottrina politica. E se aveva suscitato contro di sé inimicizie, se aveva reso anche difficile il cammino al suo periodico, lo aveva fatto, perchè non conoscendo tutte le sottili differenze psico­logiche dei suoi contemporanei, fissando la meta, non aveva usato né pieghevolezze né traecheggiamenti con gli altri e con la propria co­scienza. Persuaso di operare il bene doveva il Ricasoli vedere con profonda amarezza tramontare il suo sogno per debolezza altrui, per la prepotenza dei suoi oppositori, che senza ufficiale dichiarazione lo opprimevano eliminandolo dall'agone, quando più che mai la patria aveva bisogno di lui. E, giunto al fine della prima parte del suo cam­mino, egli sentiva prepotente il bisogno di affermare ancora una volta i principi che aveva professato, perchè la calunnia e l'oblio non avessero mài insozzato o coperto la purezza delle sue idee.
H 19 novembre 1848 al Salvagnoli rivolgeva P invito di scrivere per la Patria un articolo, in cui avrebbe dovuto esporre le loro teorie politiche secondo le quali il popolo italiano doveva essere richiamato ai suoi primi doveri: Quest'articolo, diceva il barone Bettino, mostrerà qual fu la sua fede che tempi hanno confermata, mostrerà la sua fede presente, non dissimile dalla passata, perchè non poteva esserej e non poteva essere, perchè la libertà non fu una parola, ma un'idea, un affetto ; e indipendenza, nazionalità fu un' idea sublime e generosa, che non si perdeva nelle regioni delle utopie, ma voluta in intiero con modi praticabili subito e accettabili a tutti e senza violenze che ne rendessero incerto il fine .' Queste parole dovevano servire al Salvagnoli anche come mezzo per sostenere la propria candidatura minacciata dall' iniromissione del Ministero democratico; ma, ammesso pure che fossero a questo scopo ispirate, non eran di minor valore, né di minore importanza per il fine che si voleva in ogni modo conse­guire. E doloroso dov/eMe riuscire al Ricasoli il vedere che l'opera subdola del Guerrazzi trovava aderenti anche in mezzo a chi doveva,
* JÈgOjdSOLi, Lettere a Documenti, op. cit. I, 388.