Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno
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1919
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pagina
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98
JBÙ Passamonli
del partito liberale non potevasi salvare un giornale, per perdere ciò che di più prezioso doveva sottrarsi al dilagare della democrazia e della demagogia, e la mossa del Lambruschini rimase infruttuosa.
Il 30 novembre 1848 la Patria usciva per l'ultima volta. La fine di questo periodico, che aveva, anche l'ultimo giorno, combattuto per i grandi principi della nazionalità e della Indipendenza, che aveva anrontato per essi le ire dei nemici e spesso quelle degli amici, entrando nella zuffa intestina per aprire gli occhi dei contendenti sui pericoli reali che incondizionatamente li minacciavano, destò una grande impressione in Italia ed un vivo dolore in chi, come esso, pensava e sentiva. Così fra gli altri la Palli il 4 dicembre 1848 scri-yeva al Ricasoli: La Patria è mortai Io ho udito questa novella con un senso di profonda mestizia ! Mi sembra sia ormai legge ineluttabile del destino il dire addio a quanto ci riconcilia colla dignità umana, colla inviolabilità dei principi, colla delicatezza ed il pudore dei giornalisti. Oh ! fu male scelto il momento per spegnerla ! *
Se la Patria periva, non se ne spenge va completamente lo spirito. Oltre agli altri organi del liberalismo che le erano sopravissuti e che ne avrebbero continuato, anche se più prudentemente, l'opera, il lo dicembre 1848 veniva alla luce in Firenze il Nazionale per cura di Celestino Bianchi. E quando si consideri quello che questo sincero patri otta aveva composto nel 1848 nelle colonne della Patriat della quale rappresentava la parte più spinta in fatto di indipendenza e di nazionalità, vien fatto di pensare che il Guerrazzi non avesse proprio lavorato a suo vantaggio sopprimendo il periodico che più gli aveva dato fastidio. Mentre il Salvagnoli, il Ricasoli ed il Lambruschini si ritiravano momentaneamente dalla scena politica, perchè cessasse la tempesta sollevata contro di loro, scendeva nell'agone uno dei loro migliori continuatori. E doveva essere, questa, convinzione profonda dell'opinione pubblica toscana, se il sei e l'otto dicembre 1848 il barone Bettino scrisse al Bianchi pregandolo di dichiarare la inesistenza di qualsiasi rapporto fra il Nazionale ed i vecchi redattori della Patna; e se il 10 dello stesso mese invitò il Bianchi ad inserire nelle colonne del suo periodico una dichiarazione ufficiale che illuminasse tale delicata questione.9
Una delle ragioni che mossero il Ricasoli ad agire in questo modo furono alcune voci, che correvano sul Nazionale, che esso fosse
' BaeAsoLi:, hètlwo >e Dormienti, op. eli. 1, 409, 411, 41.