Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <302>
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303 E, Passanwnti
adunque, che coloro, che avevano abbattuto il Capponi, avessero avuto parte nell'omicidio del Rossi, sia che vi avessero indirettamente influito, il fatto è, che quest'avvenimento fa il primo indizio di ciò che doveva significare per l'Italia la caduta del liberalismo in To­scana e fu la prima realizzazione di quello che il Lambruschini aveva prospettato al Cibrario. E lo provò ciò che successe nei giorni che immediatamente seguirono, dalle scomposte manifestazioni popolari e dalle minacce a mano armata contro i presunti ed i reali fautori della reazione, alla fuga del Pontefice fino alla protezione chiesta all'Europa dal Capo della Cristianità. Con questo atto il liberalismo sorto dal Gioberti del Primato e dal Balbo delle Sperarne; il libera­lismo fortificato come per incanto dall'elevazione alla Santa Sede del cardinale Mastai; il liberalismo delle riforme e delle costituzioni da un lato, della lega doganale e della guerra dell'indipendenza dall'altro èra finito per sempre. Rimanevano ancor qua e là resti del grande naufragio, sballottati dalle onde furiose, aggrappati ad insudicienti rifugi, lontani dall'unica riva : che potevano essi fare se non cercare uno scampo allontanandosi il più presto possibile dal luogo del di­sastro? E chi voleva lottare ancora, doveva essere travolto e sommerso. S'intende perciò lo sgomento che invase l'Italia e l'angoscia che si diffuse nell'animo dei liberali toscani, romani, piemontesi, quando si sparse la notizia della fuga del Pontefice non solo per il fatto in sé, quanto per le sue conseguenze, prima delle quali V intervento stra­niero. L'Italia, che aveva lottato trent'anni in tutti i modi per cac­ciare il nemico che vi si era insediato, vedeva ora, a questo, unir­sene altri, se non ugualmente ostili, altrettanto desiderosi però di restaurare nella penisola uno stato di cose, che evitasse una volta per sempre il pericolo di sommosse all'Europa intiera. I francesi, che non avevan voluto scendere in campo accanto alle bandiere del Re di Sar­degna in nome della libertà dei popoli, temendo offuscare la purezza del vessillo repubblicano, venivano ora a compiere un'opera di dispo­tismo ; e le voci generose, che si elevavano in Francia contro tanta in-'coerenza, erano fatte tacere. Bisognava pure che la Roma restituita al Pontefice fosse il prereato .della futura corona imperiale tra il cle­ricalismo francese ed il pallido figlio d'Ortensia. E con i Francesi gli Spagnoli e con gli Spagnoli i Napoletani, sotto il pretesto della restau­razione pontificio, venivano numerosi a 2?Qweaìre gif. ultimi baluardi della nostra indipendenza, mente dalleijsjBpeì tenete e lombarde fitte schiere austriache demtijìNQO la repubblica veneta e guatavano minacciose le terre al di là del Ticino.
Ecco perchè tutto il popolò d'Italia si sollevo contro la fuga di Pio IX e contro chi ve l'aveva cospetto; ecco perchè la stampa libe-