Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <303>
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17 Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano nél'48 303
rale piemontese e toscana l bollò con parole roventi la debolezza e la improntitudine del Maatai: Oggi siamo tutti sgomenti per la notizia dell'intervento francese a Civitavecchia - scriveva il Vieusseux al Gente-fanti il 4 dicembre 1848 -. Staffette arrivate da Roma recano la terribile protesta del Papa che nomina un Governo provvisorio presieduto dal cardinale Castracane composto di Principi romani e dei marchesi Ricci e Bevilacqua. Già si vocifera di francesi e di inglesi a Civitavecchia! Dove andiamo? lutarne diplomazia. Pio potrà rien-Mé protetto dalle baionette straniere e dalla reazione ; ma colla sua protesta egli ha segnato l'epoca di decadenza del suo dominio tem­porale e fatto perdere al sentimento religioso tuttociò che aveva riac­quistato J
E per difendersi da questa nuova bufera, che si scatenava violenta contro l'Italia, non v'era rimedio alcuno. Non difesa d'armi, che era impresa folle l'opporre alle organizzate truppe di Francia e di Austria le masse raccolte nel primo entusiasmo, mal preparate e male armate, capaci solo di sfasciarsi al primo urto ; e non era neanche luogo di parlare di un esercito romano e toscano ; specialmente toscano, dopo che i moti del settembre e dell'ottobre del 1848 avevano scompaginato l'ultima parvenza di organizzazione, che vi era rimasta. Ed in Piemonte le milizie sarde, per quanto numerose e mediocremente compatte, non avevano fiducia nei capi ed il Balbo doveva lavorare, per spirito di patriottismo e non per far valere la propria politica, attivamente con lo Zamoyski e altri amici di Parigi per trovare un duce all'esercito sardo, che non tosse tra quelli che avevan fatto la campagna lom­barda *. Mancava ai piemontesi, ai toscani, ai romani, sopratutto a questi due ultimi, la coscienza dell'impresa, che dovevano affrontare, nauseati e disgustati, di come erasi proceduto fino a quel momento ; spento nell'animo il sentimento di un giorno specie per le difficoltà economiche che crescevan continuamente; distrutta la fede nell'idea monarchica costituzionale dalla propaganda derico-reazionaria da un lato, dall'influenza repubblicana e socialista francese dall'altro, tra­sformata però, dal radicalismo e dal democratismo italiano, in dottrina più acconcia agli spiriti nostri
Non difesa di denaro, che le finanze dei singoli Stati della peni­sola, già in condizioni pessime prima della guerra, fatta una certa
Rivista Indipendente. 141, 30 novembre 1848 - 144, 6 dicembre 1848 -145, 7 dicembre 1818 - Nasìomle - 4, 4 dicembre 1848.
s archìvio di Stato di Pisa - Lascito Centojanti- Carteggio - Busta n. 19. 3 Archivio Balbo - Corrisponde/m del conte C. Balbo - Lettera Z,