Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <305>
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H Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano nel'48 305
per l'affetto verso la patria, che le brighe rivoluzionarie e lo scetti­cismo non riuscivano a distruggere, quando la realtà minacciosa si levava loro dinanzi, otteneva di ricomporre l'ordine nelle milizie; mentre in Roma e specialmente in Toscana, fonte di male all'intera penisola, la democrazia degenerata in demagogia sfogava la violenza, compressa in alcuni anni di sano moderatismo e di retto sentire, in una fregola di incosciente repuhblicanismo, le milizie di Francia da Civitavecchia preparavano la restaurazione pontificia, le colonne au­striache scendendo dalle Alpi, ferreamente compatte, contro la libertà italiana, immemori dell'assolutismo che combattevano nelle loro terre, vedevano da lungi gli insanguinati campi di Novara.
Vili.
Cesare Balbo nel gennaio del 1849, ricordando gli errori commessi da lui e da suoi contemporanei, prevedendole sventure che dovevano piombar sulla Patria, scriveva così dell'opera compiuta dalla To­scana nel 1848 : L'Italia centrale, Toscana e Roma, quelle popola­zioni che furono le prime alle riforme, le prime alla concitazione di libertà e di indipendenza, le prime alle grida, ai canti, alle feste, alle dimostrazioni, alle promesse, ai giuramenti, ma che venuta l'oc­casione, venuta la festa vera dei prodi e dei forti, l'occasione dei sacrifici, di sangue e di denaro, non diedero il loro sangue se non a stille, non diedero il denaro se non contato, se non quello che si poteva dare da ciascuno senza conturbarsi, lasciarono dubbio quale mancasse loro delle due virtù, la prodezza militare od il disinteresse pecuniario. Ed intanto esse continuavano, accrescevano quasi per ingannare altrui o sé stessi le lor grida, lor dispute, lor chiassi di libertà; intanto mutavan di ministeri e minacciavan di mutar governi, lor princìpi, lor Stati, intanto cacciati o pugnalati i ministri che ave­vano pure mandato o apparecchiato alcun armamento, altri nuovi se ne facevano al grido d'armi i quali non levaron armi, né uomini nuovi, i quali miraron nemmeno perduto il piede di guerra primitivo. Lode sia, tanta più lode ai prodi di Curtatone e Montanara e di Venezia, quindi ne meritano tanto più quanto è più difficile essere prode... fra i non prodi. No, no, io non dirò che i discendenti dei Farinata e dei Ferruccio siano di animo o di sangue vile o gretto,,, vi dico che al paragone, quel 184S, cosi glorioso ali 'Italia settentrionale, fors'anco più glorioso ai patriotti Toscani e Romani saputisi eccettuare fra i loro concittadini, sarà a questi in generale una macchia perenne fino acne non l'abbiano cancellata con opere di valor militare, di genero-