Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <307>
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Il Ministero Cappotti e iltramonto del liberalismo toscano nel*48 307
di Vienna, non sentivano per esso l'odio generoso, ohe nutriva di viva vita l'anima di coloro che avevano provato la sterza degli aguzzini te­deschi, che avevano veduto innalzarsi le forche ed incolonnate verso lontane prigioni le personalità migliori della loro città. Mancando questa base essenziale per abbracciare con entusiasmo e con fede il credo della libertà, il contadino e l'operaio toscano non solo dove­vano osservare indifferenti coloro che volevano eccitarli all'impresa dell' indipendenza, ma sentire 'quasi repugnanza ed ostilità verso quelli, che li volevano spingere contro persone, dalle quali non ave­vano mai ricevuto danni immediati.
Ed in questa opinione erano confermati da chi avrebbero potuto esserne con opera lenta ma continua educatori ed animatori : Il pa­drone ed il sacerdote. Attaccati per ragioni storiche ed economiche al proprietario della terra ne subivano l'influenza; credenti ciecamente nei principio religioso si sentivano intimamente legati a chi lo incarnava tanto, da eseguirne fedelmente la volontà. Ma in Toscana i grandi pro­prietari, fatte le dovute eccezioni, o erano indifferenti o contrari all'idea liberale ed alla guerra sopra ogni altra cosa ; ed il clero, tranne poche nobili figure, infeudato al gesuitismo ed impregnato di asso­lutismo, guardava sdegnoso il movimento politico filosofico che, per quanto ispirato al principio del cattolicismo come base di vita, pro­clamando la libertà politica voleva anche una libertà religiosa, non negazione di dogmi, ma intelligenza piena ed aperta di essi, coscienza dell* intelletto nell'adorazione di Dio, non l'ossequio stupido e folle della superstizione e del bigottismo. Ed il clero toscano che lo sapeva, sia per intelligenza propria, sia perchè altri gli avesse aperto gli occhi ; il clero avvezzo al dominio inconcusso delle coscienze temeva, che il popolo della nuova dottrina politica prendesse ciò (she riguardava gli interessi immediati del potere ecclesiastico : e dall'altare e dal pulpito non aveva certo ispirato nelle anime semplici degli umili l'amore della patria e della libertà. E non solo questo, ma, quand'era scoppiata la guerra, esso si era prestato perchè fossero sottratte alle armi le braccia che potevano e dovevano impugnarle contro lo straniero e avevano agito perchè il denaro necessario non fosse versato nelle casse dello Stato. Il liberalismo toscano che aveva saputo ciò, che aveva valutato i danni dell'opera clericale, aveva levato la voce anche nei suoi pe­riodici indirizzandosi ai vescovi ed ai parroci ; ma non era riuscito ; ed i contadini e le classi' umili della.società granducale avevano con­tinuato nella loro condotta di avversione politica ed economica alla impresa della nostra indipendenza.
Sarebbe stata neutralizzata l'opera dei clericali e dei retrogradi fra le classi infime del Granducato, se vi fossero state grandi industrie