Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <308>
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E, PasaamonH
che avessero fatto sentire il bisogno di avere un ampliamento di esportazione e che avessero presentato ad una qualsiasi propaganda un nucleo saldo e capace di neutralizzare ogni altra tendenza. Ma di grandi industrie non era il caso di parlare nella Toscana di allora: terra eminentemente agricola non sentiva il bisogno di uscir fuori del campo agrario e le piccole aziende commerciali ed industriali tro­vavano sufficiente lavoro nel Granducato, cui l'Austria, timorosa di ogni fenomeno economico che avesse potuto dar luogo ad un fatto politico, forniva ciò che più abbisognavagli. L'unica località, ove sa­rebbe stata possìbile un'azione politica forte, era Livorno le cui con­dizioni geografiche e sociali si prestavano a costituirne un ottimo so­stenitore della nuova dottrina. Ma la debolezza del liberalismo toscano aveva fatto si che l'elemento livornese propriamente detto fosse stato influenzato da elementi eterogenei e agitato e sconvolto nella; sua ori­ginaria formazione, lasciato in balìa di individui ambiziosi e fanatici: ne era derivato, che ciò, che doveva essere aiuto validissimo, era di­venuto organismo pericoloso per lo Stato e causa notevolissima della rovina dell'idea liberale.
Ma non del popolo minuto lamentavasi il Balbo, che le condi­zioni e lo stato d'animo delle classi operaie toscane diversificavano ben poco da quelle del proletariato romano, genovese, piemontese, lombardo, il quale nelle campagne giungeva nel luglio 1848 a finire i feriti piemontesi rimasti sul campo. Nei grandi fatti storici la massa' della popolazione, avversa a radicali mutamenti," anche se afflitta da mali gravissimi, preferisce soffrire ed attendere piuttosto che solle­varsi ed affrontare il rischio della ribellione. Soltanto quando trova un polso fermo ed enèrgico che la sostenga con la superiorità morale ed intellettuale, e la guidi alla vittoria, allora diventa arma terri­bile per colui, contro del quale è scagliata. Contro la mancanza quindi di questa energia, che avrebbe dovuto disciplinare e condurre la gente toscana, sollevava il Balbo aspri rimproveri, e contro la debolezza e l'inettitudine di chi, consapevole pienamente di ciò che dovevasi fare, era stato incapace di agire o non era stato perseverante nel suo cam­mino.
Il liberalismo toscano infatti non av.a risposto all'aspettazione d'Italia. Costituito di ciò, che meglio poteva avere la Toscana sia nel mondo economico che nel campo intellettuale, avrebbe avuto avanti a sé un immenso territorio da sfruttare per il bene della patria, quando con volontà sapiente avesse saputo procedere nella sua impresa. Ed era tanto più agevole aspettarsi molto da questo liberalismo in quanto da vario tempo, prima ancora che il Primato e le Sperarne avessero determinato le norme fondamentali della nuova dottrina, nel mondo