Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno
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1919
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Il Ministero Capponi e il tramontò del liberammo toscano nel''48 311
tendo tollerare di essere soppiantati da mentì mediocri, consci loro potenzialità, aspirando alla grandezza della propria terra,
della
, erano passati nel campo della ribellione, come il Guerrazzi. Tra questi due uomini, i soli capaci, se si fossero uniti, di far contribuire la Toscana come avrebbe potuto alla guerra dell' indipendenza, si erano frapposti coloro che di spirito medio e moderate tendenze non avevano valutato, né il sacrificio del primo ne lo spirito del secondo ed avevano cercato di attuare una politica che, aborrendo da mosse repentine, ma salutari, e da una tendenza schiettamente italiana, fosse tale da salvare la Toscana conciliandone gli interessi con quelli d'Italia.
Poiché, bisogna pur convenirne, moltissimi fra* liberali toscani non avevano inteso tutto il problema della nostra indipendenza. Anche sentendosi di essere italiani non avevano dimenticato di essere toscani e non avevano concepito un assetto futuro della penisola, secondo il quale il granducato avrebbe dovuto scomparire. Se non erano giunti, come le classi inferiori della loro società, a ritenere che, con l'unione, i piemontesi, i romani e gli altri abitanti d'Italia avrebbero tolto loro i prodotti del suolo, non erano alieni molti dì essi dal considerare che, seguendo fedelmente i consigli di chi li aveva voluti stringere a sé in nome dell'indipendenza della patria, essi avrebbero rischiato di divenire parte di un tutto, mentre consideravano rimanere un tutto, piccolo sia pure, ma un tutto lìbero di agire come avesse voluto. Bellissima e santa cosa l'Italia, nobile proposito quello di cacciar Io straniero, ideale sistema la confederazione; ma era meglio avere la Toscana retta a forma libera sotto un principe, benevolo a Dio ed ai nemici suoi.
Il sentimento della indipendenza del proprio paese era profondamente radicato neiranimo di moltissimi liberali toscani ed era più forte della propria volontà. La loro stampa, eccettuati la Patria e talvolta il Corriere Livornese in determinati periodi del 1848, se aveva sostenuto la causa della nostra impresa, aveva però alzata immediatamente la voce, quando gli interessi della Toscana erano sembrati minimamente lesi dalla politica generale delle cose italiane. Ed il timore di venir privati di eie, che loro sembrava il bene maggiore, aveva tanto influito nella loro politica, non solo interna, ma anche esterna, che da un lato, avevano contribuito alla rovina della campagna lombarda, dall'altro avevano affrettato lo sfasciamento dell'intero liberalismo italiano. Dalla questione della Lunigiana e della Garfagnana nel novembre dei 1847, epoca nella quale, sebbene non ne avessero appiglio alcuno, molli liberali del granducato avevano cominciato a osservare con sospetto il Piemonte, al problema dell'assetto futuro dei Ducati