Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno
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1919
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E, JPasmmonU
modenese e parmense, nel quale la condotta improvvida del gabinetto Balbo aveva facilitala l'opera della diffidenza; dalla conclusione della lega politica all'annessione lombarda ed. ai temuto espansionismo piemontese era cresciuto e moltiplicato il timore ed erasi latta più viva la repugnanza verso il forte Stato subalpino, rendendo cosi definitivamente inattuabile l'unione che il Gioberti ed il Balbo avevano detto indispensabile: unione, che i più autorevoli capi dello stesso liberalismo toscano avevano un giorno auspicato all'Italia e che ora ritenevano quasi tutti pericolosa all'esistenza del granducato. Senza avvedersene essi avevano scavato la fossa alla intera penisola. Convinti, che il Piemonte avesse fatto la guerra per proprio interesse, se non avevano osato come Pio IX e "Ferdinando II ritirarsi dall'agone, mentre si eran dichiarati pronti a sostenere l'impresa lombarda, non avevano fatto nulla di effettivo per tacili tarla, sia ricorrendo a leve di uomini, sia a prestiti forzosi; ma avevano lasciato che il manipolo, mandato nei primi momenti nella pianura padana, rappresentasse la collaborazione di una regione italiana ricca di soldati e di denaro. Onde il Balbo, e non a torto, rigettava la vergogna del giudizio dei posteri su questa condotta ristretta e piccina che aveva rovinato l'Italia. Non già che, se il granducato avesse contribuito come avrebbe potuto, avrebbe salvato la nostra indipendenza ; ma, mentre avrebbe reso impossibile l'armistizio Salasco impedendo il disastro militare, avrebbe fatto molto di più allontanando da sé lo spettro della rivoluzione. II Balbo sapeva, come molti altri suoi contemporanei, che la scintilla dell'incendio, che aveva distrutto gli ultimi resti del liberalismo italiano, era scaturita da Livorno; e conosceva che questo principio di male aveva trovato la sua ragione in un presunto patriottismo dei rivoluzionari. E di questa causa erasi fatto forte, in buona fede o no, il Guerrazzi, quando erasi posto a capo della ribellione, lieto che gli sì fosse offerto il destro di agire, e con questa fede egli era stato seguito dalla folla la quale aveva trovato finalmente chi la sapeva dominare e guidare. La storia dirà un giorno gli errori dui Guerrazzi, come esporrà i torti di chi gli si pose dinnanzi. Invece di porgere la mano al ribelle e di formare, avanti af pericolo, una buona volta, la sospirata conciliazione, si schierarono i liberali toscani contro di lui concordi e compatti : ed il Capponi, immemore di quel che aveva compiuto, unico forse in Toscana che si fosse adoperato seriamente per la concordia del paese, erasi sentilo troppo ministro e poco italiano: aveva veduto nel Guerrazzi il ribelle e lo aveva voluto combattere e soggiogare. Ma in questa, che era la lotta fra il liberalismo e la demagogia, t'ideologismo ed municipalismo avevano condotto alla sconfitta.