Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <180>
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180 Carlo Zughi
dell'armo III non nasce? come in Sieyès, da un profondo travaglio spirituale, né ha la linearità e. l'intensità dell'ex-abate. Al contrario, essa matura lentamente in loto, tra contraddizioni e ripensamenti continui, nell'applicazione cotJdiana dei potere e nella delusione prodotta dal regime repubblicano conservatore, esaltato dapprima come mi sicuro baluardo contro la brutalità della plebe e criticato più. tardi apertamente, quale eversore di tutte le libertà, quando il Direttorio espelle come intrigante la figlia di Nccker dal suolo della Francia e rifiuta al ginevri­no la cittadinanza francese, togliendogli, quindi, la possibilità di dare la scala­ta al potere e ai favori governativi. Mentre Sieyès è appassionatamente ostile ai privilegi dell'aristocrazia e nel 1799, come nel '9798, perora misura di ri­gore contro i nobili, i due amanti, invece, all'ombra della repubblica diretto­riale vorrebbero portare i realisti costituzionali del '91 a difendere la carta censitarìa del '95. escludendo dall'abbraccio generale soltanto i monarchici in­calliti, paladini d'una causa morta, e i giacobini e i demagoghi; mentre l'uno accetta tutte le conquiste della Rivoluzione, gli altri ne accettano solo una parte, e non certamente la più grande. In altre parole, il loro ideale è un regi­me che abbia tutto della monarchia costituzionale, tranne il re, e ponga i prin­cipi democratici sotto la salvaguardia, e il controllo, d'istituzioni e di forme conservatrici. Per questo, al contrario di Sieyès, criticano fin dal giugno 1795 il famoso decreto dei deux tiers perpetuante nel Corpo Legislativo il potere dei convenzionali, e il sistema dell'elezione a deux degrès , alterante il ritratto della repubblica aristocratica da essi vagheggiata, e guardano con diffidenza all'immagine di un giurì costituzionale arbitro tra i poteri, ma distaccato ed estraneo all'esercizio del potere stesso, come l'exabate l'aVeva configurato. Pronti, a parole, ad esaltare Sieyès come un simbolo del regime rappresentativo e a richiamarsi con deferenza alla sua dottrina per contrabban­dare il loro patriottismo di comodo, in pratica guardano con sospetto alle sue posizioni politiche e non sono disposti a seguirlo fino in fondo. Nonostante tutte le sue contraddizioni, essi sentono che Sieyès è sèmpre l'uomo della Ri­voluzione e che osserva con freddezza e diffidenza crescenti i maneggi intessuti dai due amanti con la complicità della destra. Al di là di qualsiasi differenza programmatica, questo punto costituirà il limite estremo di ogni possibile in­tesa, l'ostacolo maggiore ad ogni eventuale tentativo di collaborazione.
Dei due, quello che combatte da posizioni più avanzate e scoperte è cer­tamente Benjamin Constant, e su di lui si appuntano le critiche degli avver­sari. Anche se non vogliano credere alla testimonianza di Maliet du Pan (troppo tendenziosa per essere accolta ad occhi chiusi), che, cioè, dopo il 18 Fruttidoro egli mirasse all'instaurazione di una dittatura militare assoluta, ') la polemica col Journal dea hommes libres (il foglio della sinistra democratica, che più tardi si alzerà a difendere la costituzione cisalpina contro Trouvé) e con
MIN, Benjamin Constant muscardin, pp, 137-100 Cfir. anche, B. CONSTANT, Souvenir* hiatorique* h propoa de Vouvrage de M. Mignon, p. 115 sgg.s ristampato nella Revolution fianeaiae tiall'ottobre-no veiubrc 1920; P. DEGOISE, Benjamin..Constant a-t-ìl iti dinon-aareur? L'affaire Omlnilln, in Menare de Frante, CCCXXXXIH (1961), n. 1177, pp. 75-92; A. BERTHOUI), Le* debuta datine Iittson célèbre, in Cantera Benjamin Constanti I (1961), n. 3, pp. 83-88.
*) MAIAET in? PAM, op. ., II, pp. 344345.