Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <181>
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Democrazia direttoriale e autoritarismo consolare 181
VAmi des lois (il loglio governativo dellx-monaco Poultier), *' partendo da punti estremi dello schieramento politico, ci rivela un Constant ambiguo e tortuoso, alla ricerca affannosa della sicurezza economica, pronto ad appog­giarsi a destra e a sinistra a seconda delle circostanze e dell'opportunità, rin­serrato in quel gruppo di scontenti, di affaristi, di acquirenti dei beni nazionali e di repubblicani di nuova tacca che chiedono alla costituzione la difesa stre­nua, piena, assoluta d< i loro interessi, delle loro libertà, politiche ed econo­miche, e delle loro ambizioni. E poiché l'ordine per lui s'identifica con la garan­zia della proprietà e la sicurezza delle rendite, e una tale garanzia non può darla che un governo forte, il problema di rinforzare l'esecutivo ai danni del legislativo diventa essenziale ai fini della stabilità politica: di qui la necessità di purgare la legislazione francese dalle inclinazioni e dai residui rivoluzionari che ancora l'inquinavano e di restringere ulteriormente il suffragio elettorale, già molto ridotto, in modo da operare una selezione perfino tra I repubblicani puri , a seconda della loro attitudine e del loro comportamento; di qui l'elo­gio di uomini forti, come Croniwell e Robespierre, le sue non smentite simpa­tìe orléaniste e la polemica sotterranea sull'aggiornamento del Corpo Legisla­tivo e sull'utilità della concentrazione del potere; di qui la concezione di uno Stato liberale nella forma, ma illiberale nella sostanza, il quale, respingendo la democrazia ai margini della storia, delegava il potere ad una élite basata unicamente sul censo e sul merito personale, e in cui le esigenze e gl'interessi delle classi medie più disagiate (per non parlare del popolo) erano rimesse al senso di giustizia e alla volontà della classe dominante. Gli stessi termidoriani venivano assolti solo ed in quanto riuscivano ad innestarsi nel nuovo corso della storia. E la teoria del juste milieu predicata da Madame de Staci fin dal 1797 -' e che avrà nel 1818 dal Constant la sua completa formulazione teorica. Ma la critica più dura alla costituzione dell'anno III e al regime diretto­riale non parte tanto dal Constant, restio, per ragioni facilmente intuibili, ad esprimere apertamente in pubblico il suo pensiero, quanto da Madame de Stael, più libera di lui e meno legata a compromessi, specialmente dopo che un decreto del Direttorio del dicembre '97 l'aveva costretta per la seconda volta ad uscire dal territorio della repubblica. Il libro che nell'autunno '98 scri­ve in Svizzera, nel castello di Coppet, tra un viaggio e l'altro a Parigi,3) è il
') Cfr. l'articolo: Questiona à Benjamin Constant, rSpublicaìn suisse, nel Journal des nomina libre* dell' 11 brumaire VI (1 novembre 1797) e VAmi des Lois del 20-25 ventóse VI (10-15 marzo 1798).
") P. DSTEKI-E. BITTER, Lettres inldites de Madame de Stali à Henry Meisler, Paris, 1902, p. 147.
3) Si tratta del libro Dea circonstances actuelles qui peuvvnt terminer la Revolution et des prìncipe* qui doivent fonder la Républiqut en Franati pubblicato postumo da John Viénot, Paris, 1906, che ne attribuisce In stesura ai primi del 1799. Il primo a dare notizia dell'opera inedita della Si nel era stato perù PAUL CAUTI ER con un articolo dal titolo: Man­darne de Stali et la BtpuhKque en I79H, tu liei-tu' des Deux Mondes, 1 novembre 1899, pp. 85-11. Si veda anche. ED. I IEHRIOT, Un ttuvrage inudii de Madame de Stavi, Paris, 1904; P. KOLUEH, Madame de Stali et la Suisse* Paris-Lausanne, 1910, pp. 248-252; A. M ATHIK/.. Le Direcioirv, pp. 346-351; li. GUILLEMIN, Benjamin Constant muscardin pp, 231-239, Sulla posizione di Madame de Stuel alla caduta di Robespierre e durante i lavori prepara* tori della costituzione dell'anno III, B. MIÌNTEANO, Lea idles politiques de Madame de Stali et la Constitutian de Van ili, nel Cahier XXV delle Études Francaises, Paris, 1930.