Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <183>
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Democrazia direttoriale e autoritarismo consolare 183
in una specie di blocco nazionali-, tutte le forze conservatrici del paese, dai repubblicani e puri ai costituzionali del '9J. dai residui della Gironda ai prò-scritti del 31 maggio, dai realisti moderati ai difensori de IP umanità dopo Termidoro, chiamati tutti all'esercizio del voto attraverso il requisito essen­ziale d'una rendita, tale da assicurare loro, con l'indipendenza, una grande considerazione. 11 bicameralismo del potere legislativo, introdotto nella co­stituzione del '95, resta, ma con funzioni e articolazioni diverse. Al vecchio Consiglio degli Anziani soggetto al flusso e riflusso delle elezioni annuali, senza diritto d'iniziativa e d'emendamento, dotato del potere d'irritare il flusso rivoluzionario invece d'arrestarlo, ' ' essa contrappone un'assemblea a vita, armata di diritti, rifugio degli antichi rivoluzionari assagis, con un ruolo particolare nella vita del paese e prerogative più ampie in seno al Corpo Legi­slativo e una maggiore caratterizzazione in senso conservatore; e ai Cinquecento contrappone una nuova Camera, elettiva come la precedente, alla mercé però degli Anziani, reclutata tra classi ben distinte di cittadini, in modo da ridurre il più possibile la scelta degli elettori e da evitare ai rinnovi spiacevoli sorpre­se: 150 individui presi tra gli antichi deputati della Convenzione, della Legisla­tiva e della Costituente, 50 tra i rappresentanti dei dipartimenti, dell'Istituto Nazionale e tra gli uomini più colti di Francia, e 300 tra i militari maggior­mente distintisi nelle guerre della repubblica. Centro e motore di tutto nel progetto di Madame de Staci, é il potere esecutivo affidato anche qui ad un Direttorio, non più senza punti d'appoggio e costretto a subire passivamente l'iniziativa del Corpo Legislativo, ma reclutato direttamente tra i membri degli Anziani, armato d'una inviolabilità assoluta e di diritto di veto sulle leggi U) e di dissoluzione sulla Camera bassa, pronto, se necessario, a praticare una sospensione della sovranità nazionale, con ministri scelti tra i deputati e responsabili davanti al Corpo Legislativo.
Aristocratica per nascita ed abito mentale, Madame de Staci, come Con­stant, non ba per il popolo che ima simpatia puramente teorica. Ossessionata dalla difesa ad oltranza del diritto di proprietà, 3' il suo ideale è una repub­blica censitaria, autoritaria, militare, non più cattolica, ma protestante, amal­gama delle costituzioni dH '91 e del '95. guidata dall'aristocrazia dei lumi, in cui tutti avessero diritto d'asilo: una repubblica di notabili, insomma, stretti nella difesa dei loro privilegi e delle loro posizioni economiche, camminante di pari passo con lo spirito pubblico e non lo sopravanzasse, capace di garan­tire e di conciliare ad un tempo l'interesse dei vecchi ricchi con quello dei nuo-vi'É->che dell'aristocrazia sapesse adottare i riti e le formo migliori per consoli­dare le conquiste della democrazia. '*' Se la costituzione dell'anno III aveva
*) MADAM K UE STA!., Dea cìrronstiinces uituvltca, ed. VlÉNOT, p. 166.
2) Un pouvoir exéc-utiI. scrive Madame de Staci, ne doit jamaù pouvoir étre force à fìtirc exécutcr une lei qu'H désapprouvo: Des circonstances ucluelles, p. 179. Dello tesso parere era anche il CONSTANT, Souvenir* historiques, p. 115 sgp.
3> n Francc, scrive (/>. cìt., p. 94), c'eut le respeot de Pcxistcnce particulière de la fortune prìvi'e qui stogi peut fa in* aioier la Ri'publiquc .
4) Le démoeraten, scrive MAO A.ME DB STAEI. (OD. CU., p. 121), savent conquérir, lei arìstocratcB conservar. Le démocratea, apre letu* triomphr, doivcnl etudicr avec soin le moyen dea aristocrates pour adopter tous cerne qui ne soni pas préjugés, mais calcala.