Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1966
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189
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Democrazia direttoriale e autori turismo consolare 189
sapremmo defluire 8C più cinico o spregiudicato ù che invano il Larevellièr* Lcpeaux, nella smaccata e generica difesa della politica direttoriale che farà nell'agosto 1799 davanti al Corpo Legislativo francese, cercherà di giustificare come frutto di qua Ir he semplice negligenza o inavvertenza , qui vien-drait peut-ètre d'un oubli . ' ' Altro ohe negligenza !
Non vogliamo dire con questo che l'atteggiamento del Direttorio di fronte al problema della revisione della Costituzione sia sempre rimasto lo stesso niente di più falso d'una tale interpretazione. Il Direttorio, non dimentichiamolo, era un organismo collegiale instabile, soggetto agli umori del momento e alle impennate dei suoi membri, sempre pronto a scendere a patti con l'esercito e con l'opposizione, alla ricerca perenne d'un equilibrio che non riusciva mai a trovare, e, quindi, per sua natura, aperto a tutte le avventure e a tutti i compromessi. La posizione assunta all'indomani del primo colpo di Stato commisurata sulla realtà politica e sui suoi riflessi d'ordine interno ed esterno, rispondeva ad interessi specifici e contingenti che toccavano un po' tutti* anche se in misura diversa, ed era valida finche tali interessi sussistevano, pur senza escludere ripensamenti e ritorni di fiamma quando le circostanze- e l'opportunità l'avessero richiesto. È chiaro che. spostandosi radicalmente l'asse della politica, e quindi alterandosi le basi sa cui tale solidarietà poggiava, anche l'atteggiamento dei Direttorio di fronte alla costituzione era destinato a subire i contraccolpi della mutata situazione politica. Il che spiega come il problema, -ritornato più volte alla ribalta, e continuamente discusso e rimandato, non sia mai stato accantonato nelle prospettive del governo, anche se il Direttorio dà a volte l'impressione di farsi rimorchiare o di servirsi del problema come di un espediente di manovra. Una prova di codesto atteggiamento d'attesa lo troviamo alla vigilia e all'indomani del colpo di Stato del 22 Fioréal. tra l'incidente Bernadette e l'apertura della conferenza di Seltz, quando Tre** Ihard subentra nel Direttorio a Francois de Neufchàteau e gl'intrighi per la tra' sformazione della repubblica e la revisione della costituzione investono oramai da ogni parte il governo con la violenza d'un uragano. Davanti al pericolo che lo minaccia, per la prima volta il Direttorio realizza una unanimità di propositi nella sua condotta che da un pezzo non ritrovava. Il drammatico ultimatum a Bonaparte, con l'ordine categorico di salpare immediatamente alla volta dell'Egitto, che ha il significato d'una autentica violenza fatta su di lui, "' l'ai-
*) LAHBVELUÈRB-LÉPEAUX, Mémoires., UT, pp. 145-146.
2) Ho dimostrato altrove (Bonaparte e il Direttario dopo Campoformio, pp. 125-lSl), contro la tesi di tutti gli storici, come l'allontanamento di Bonaparte da Parigi sìa stato categorico e minaccioso da parte del Direttorio, e non è qui il caso di ripeti*rmi. Vogliamo soltanto richiamar": l'attenzione del lettore sulla interdipendenza dei vari avvenimenti. L'ordine del Direttorio, portato da Barra a Bonaparte, solidale coi colleglli, è del 27 aprile, e la partenza avvenne nella notte (la flotta però salpò da Tolone allo volta dell'Egitto soltanto il 15 maggio). La nomina di Sieyòs ad ambasciatore straordinario a Berlino è deU'8 maggio; le istruzioni invece sono del 23 maggio: testo di nsso in PARIS: ARCH. AFF. IvriiA.NGftiiES, Con. Poi., Prassi* 223, doe. 61. Gfr, P. BAU.UKO, op. ck, I, p/p* 473-480. Per la posizione di Tnlleyrand, 0. ZAGHI, op. eh., pp. 203-205. Circa l'espulsione di Madame de Staci da Parigi, IT. CUIM.EMI'S, Benjamin Constant musami in, pp, 183-190. Il Mplzi d'Eni, scrivendo il 10 prerìale (29 moggio 1798) da Rattadt al presidente del Direttorio cisalpino, Marco Alessandri, affermava che Sicyè* ni stato mandato a