Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <314>
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E. Wmsamonti
animi con lunga preparazione; onde, quando venne meno la causa di questo andamento di cose, accadde, come doveva succedere, il disa­stro: gli uomini furon schiacciati da quello che avevano, quasi incon­sciamente, costruito.
Ideologismo quindi, criticisimo e municipalismo furono i tre pec­cati della gente toscana nel primo nostro risorgimento e non dei toscani soli. Ma venuto il giorno del redde ratiomm, quando gli austriaci repressero, contro la volontà- del Granduca, come sapevano essi reprimere, i moti rivoluzionari toscani, mentre nel resto d'Italia ricomponevano l'ordine; quando il Pontefice restaurava i sistemi di un tempo e Leopoldo II abrogava o per volontà sua od imposizione altrui la Costituzione, mentre in Piemonte la libertà conservata a carissimo prezzo continuava la sua vita; il liberalismo toscano co­minciò ad intendere ciò che avesse fatto e perchè l'avesse compiuto. Nel dolore, tempra degli animi, i nostri patriotti compresero i loro errori di un giorno, e* come aveva predetto il Balbo, ne provarono, con il dolore, vergogna. E furon forti l'uno e l'altra, se, quando giunse l'ora dei fati, essi seppero operare santamente per la patria; e, dimenticando gelosie e sospetti e rancori, sacrificando ambizioni personali, si schierarono sotto l'unico uomo capace di dirigerli, il Ricasoli, restauratore altissimo dell'unità nostra, degno collaboratore di Cavour. Ed i patriotti toscani riuscirono perchè seppero volere, ub­bidire e tacere.
E mai verità ci è sembrata tanto giusta e necessaria per i po­poli che aspirano ad essere grandi, come oggi, in cui l'Italia, get­tatasi in epico cimento, ha mostrato al mondo la volontà, la capacità di compiere la sua redenzione. Non blatterando, non criticando, non dividendo gli animi e le energie, non seminando il sospetto sui capi, abbiam vinto il nemico. E se persone, quasi indegne di vivere, con la scusa di un sentimento umano che esse non hanno mai inteso e con il pretesto del materialismo storico hanno cercato, cercano ancora di distruggere le basi della nostra unione, di diffondere lo scetticismo, di screditare la nostra impresa, di toglierci la visione della giustizia della nostra causa, siano lo spirito e la volontà nostra più forti di loro. Ci sia di esempio costante, quanto siam venuti dicendo in queste nostre ricerche: quando un popolo ha saputo soffrire, tacere e volere, in nome di un santo ideale, ha sempre conseguita la meta. E non ci sia difficile e grave l'ora presente, in vista del radioso do­mani ; come più dolce è il riposo dopo l'aspro conflitto, come più fulgido è il sole, dopo la cupa, angosciosa tempesta.
EUGENIO PASSAMONTI.