Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <204>
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204 Carlo Zagki
falsare la sovranità popolare attraverso un suffragio censitane sempre più ristretto e manovrato, a limitare con ogni sorta di espedienti l'esercizio dei diritti e delle libertà politiche dei cittadini, a perpetuare posizioni di privilegio e di monopolio, a soffocare il libero sviluppo delle autonomie municipali, a sostituire gradatamente l'esecutivo al legislativo in molte funzioni e a surro­garlo durante le vacanze parlamentari: a dare, cioè, alla partecipazione della massa dei cittadini agli affari pubblici un carattere puramente formale e me­tafisico.
Il regime configurato nelle costituzioni del 1798, e di cui il Direttorio getta le fondamenta, è un regime rappresentativo di flites censitane selezionate con arte attraverso un suffragio ristrettissimo, conservatore e centralizzato, paternalistico e aristocratico ad un tempo, antidemocratico per definizione, ammantato di grandi principi liberali, ma illiberale nella sostanza, generoso nel riconoscere le libertà civili ai cittadini, ma avaro nel concedergli quelle [politiche. Se non è la dittatura arbitraria d'un uomo, che nessun termidoriano sinceramente desidera, è però la dittatura costituzionale , repubblicana, dì un certo ceto sociale, d'una certa classe politica evoluta, cosciente della propria forza e dell'accresciuta capacità ed importanza politica, economica e finanzia­ria dei suoi membri, che si fabbrica gli strumenti necessari per legalizzare il potere che detiene, decisa a conservarlo con tutti i mezzi possibili contro il ritorno offensivo della destra reazionaria e monarchica e della sinistra demo­cratica radicaleggi ante, livellatrice e sovvertitrice: anche a prezzo della libertà polìtica dei cittadini.
CARLO ZAGHI