Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1966
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pagina
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206
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206 Georg Luiz
Questo atteggiamento di pensiero tende a considerare come base della nuova concezione statale nazionale l'unione tra popolo e Stato; ma popolo significa ora più di una semplice massa di sudditi: significa una parte corresponsabile del tutto e lo Stato non viene più identificato con l'autorità personale del principe, ma con una istituzione circoscritta, legata alla tradizione, caratterizzata da precisi diritti. Da qui 0 duplice rifiuto dell'assolutismo monarchico, che abusa di questo popolo, e del male secolare della democrazia generale, del cosmopolitismo assoluto, della fanatica mania di livellamento ,') che vorrebbe distruggere questa istituzione statale. Si riconosce che storicamente si è formato un nuovo stato di cose: è, cioè, possibile una simbiosi tra monarchia costituzionale e cittadini sotto la stessa bandiera della nazionalità. Nel 1858 un giornale fermamente conservatore accoglieva questo nuovo spirito pubblico ancora senza giudizi negativi, ma nel corso degli anni successivi questa valutazione mutò radicalmente.
Nel 1830 la rivoluzione nazionale belga era stata legalizzata con il successivo consenso delle cinque potenze firmatarie dei trattati di Vienna; il vecchio ordine europeo non sembrò toccato. Ora, però, sotto l'impressione degli avvenimenti rivoluzionari del 1859 in Italia, conseguenza della coscienza nazionale italiana e della sua aspirazione politica, che nessun congresso europeo può accettare all' unanimità,2' i giornali conservatori vedono le cose con altri occhi: proprio questo nuovo spirito pubblico , che l'idea di nazionalità aveva creato, viene semplicemente bollato, con riguardo al Risorgimento, come simbolo di tutti i disordini presenti e eli tutti i guai dell'avvenire : il principio di nazionalità ... è in verità il veleno, che minaccia di decomporre l'Europa a corpo ancora vivo .3)
Accanto a queste totali condanne del principio, si trovano sempre nuovi tentativi di negare l'aspirazione italiana alla nazionalità in ogni
*) Queste espressioni non si ci feriscono sicuramente solo ad ini movimento democratico-nazionale, nùi proprio a movimenti supernazionali, cosmopolitici nel senso dell'utopia universale di uu Mazzini.
-J Ripetutamente i giornali conservatori bavaresi hanno indirizzato appelli alle potenze europee per nn congresso che prendesse l'iniziativa di reprimere la teoria politica e le conseguenze di fatto del Risorgimento Quando questi appelli si rivelano vani, non restano che illusioni, che si manifestano, nelle speranze dei reazionari in un comune passo militare dell'Europa contro l'Italia (air. AZ 1859, 25-X; Politisela- Betruchtun-gen - PZ 1860, 30-1; DOT Congressi-AZ 1860, 26-VT11: Die ncapolitanische Katastrophe AZ 1860, 26-lX; Die heilige Allianz ), o perplessità e rassegnazione (cfr. AZ 1859, 8-1X; Politisene Bettmcìitungcu - AZ 1860, T-T; RUckblicke - AZ 1860, 1.2-IX; Die Fortschritte der Umwiilzung in Italien).
3) NM 1859, 7-1X; Das Natania li tiUspri unii > (dall'opera di JULIUS FHOBEL* Deutschland uitd der Friede non VUlafratma).
Non mancano naturalmente anche prima condanne del principio di nazionalità* Ma solo con la guerra italiana queste condanne assumono, nello stampo bavarese conservatrice un carattere assoluto e militante*