Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <208>
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208 Georg Luta
affermazione storica, specifico carattere statale entro una più grande unio­ne? Come può, però, una formazione politica dare buona prova stori­camente e così dimostrare la propria maturità, se proprio con il rimpro­vero dell'immaturità le si è resa impossibile una politica autonoma? Co-me può un popolo acquistare un proprio carattere politico, finché è di­viso in diversi Stati e varie costituzioni? Come può un popolo dimo­strare di poter stare insieme se un principio di ordine statico, negando la sua unità naturale-geografìco-Knguistica, gli vieta la possibilità di una simile prova? E, soprattutto, a chi spetta la decisione di stabilire il momento dell'ÙÌdipendenza di una nazione dal dominio straniero? La stampa conservatrice, incapace di risolvere e persino di riconoscere la problematica di queste questioni, si dibatte in un circolo vizioso *> e si rifa, in quegli anni, agli scritti di Friedrich von Gentz 2> del periodo suc­cessivo al 1822. per contrapporre come punto di partenza il decorso sto­rico uguale Natura alle nuove idee di diritto pubblico e condannare cosi da questo punto di vista ogni futuro cambiamento storico come arbitrio e contronatura : Mai, se non sotto lo scettro ferreo del­l'antica Roma, si è effettuata un'unificazione dell'Italia. Anche il più imparziale osservatore del mondo non può trovare in questa divisione qualcosa contro natura... Le leggi, secondo le quali nel mondo reale gli Stati si formano, si trasformano, si decompongono, hanno poco o niente in comune con l'affinità di lingua, costumi, fede. Queste leggi non sono opera dell'arbitrio dell'uomo. Sono fatti e concatenamenti di fatti che bisogna riconoscere e ai quali, volenti o nolenti, bisogna sottomettersi. Se la natura, o per parlare più chiaramente e degnamente " il governo del mondo., nei suoi fini imperscrutabili avesse disposto l'unità politica italiana, la saggezza o la sciocchezza dell'uomo non avrebbe certo po­tuto sventarla per millenni . 3)
L'effetto, che queste idee del 1822 dovevano avere nel 1859, era esattamente calcolato: ciò che il governo del mondo ha così voluto e non altrimenti, non deve essere toccato ed ogni tentativo in questo senso è condannato fin dal principio al fallimento; il fatto che l'effettivo sviluppo storico si è uniformato sinora ed ancora si uniforma così e non
J) AZ 18S9 18XII; recensione di: 1. W. Lo insù., Ubar die Eìnfmt Imlìens. - AZ 1860, 10-IX e seguenti; recensione di: HERMANN RSUCHUN, Geschichto Ituliens von der Griindung der regierenden Dynastim bis sur Gegenwarl. - NM 1860, 91N ; Der storico Neustaat in Itulien (dalle OmUsnhn Blatfvr).
*) Friedrich v. Gentz, che nel 1793 aveva tradotto e commentato l'opera del Burke lleflections on the Revolution in Frane* e che era uno dei più accaniti avversari delle idee della Rivoluzione francese, dopo il 1809 era diventato stretto collaboratore di Mettur-nich.
D NM 18S9, 6-1; Friedrich Von Gente ftber die sogenannte politisene Einheit Italiesi* .