Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <230>
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230 Georg Luis
dovrebbero essere imposte, in caso di bisogno, con la forza delle anni.1) Anche i conservatori tengono conto degli interessi commerciali tedeschi, per cui migliori relazioni con l'Italia potrebbero risultare vantaggiose, ma queste considerazioni portano tutt'al più a sostenere che non si deb­ba riconoscere il regno d'Italia, ma unicamente il titolo di re d'Italia a Vittorio Emanuele; 2> o, ancora più semplicemente, si giudica la situa­zione economica e finanziaria dell'Italia così disastrosa, che anche un ri­conoscimento del nuovo Stato non cambierebbe niente e soprattutto non porterebbe alcun vantaggio alla Germania.3J In nessun caso, comunque, i giornali conservatori ammettono che si possa giustificare il riconosci­mento dell'Italia in base a considerazioni di opportunità politica: l'Italia è e rimane nemica della Germania, perchè, con le pretese territoriali dei Risorgimento, riprenderà ancora le armi contro l'Austria. Si arriva, per­ciò, a questa definitiva constatazione: La Germania non può attendersi dallo Stato unitario italiano aiuto e difesa per la sua integrità e per i suoi interessi; il regno d'Italia, perciò, non ha alcun diritto al riconoscimento da parte della Germania . i Ancora poco prima dell'effettivo riconosci­mento del regno d'Italia, si mette in guardia la Prussia dal compiere questo passo, che porterebbe solo cattivi frutti, stimolando nuovamente i dissensi interni in Germania senza per questo fermare il movimento italiano;5) la Francia ha riconosciuto l'Italia per sostituirsi all'Austria nella penisola, l'Inghilterra per motivi antipapali e per conservare la sua posizione nel Mediterraneo, la Russia per la sua ostilità all'Austria e in vista della questione d'Oriente. Se ora l'Austria si lasciasse prendere a rimorchio dalle altre potenze, tradirebbe i comuni interessi tedeschi e sanzionerebbe nello stesso tempo con la nuova Italia la violazione di ogni diritto, rinnegando così i propri principi. 6j
Necessariamente nella questione del riconoscimento diplomatico si tira in campo di nuovo il conflitto di principio, usando gli stessi argomenti con i quali già precedentemente i giornali bavaresi conservatori e reazionari avevano salutato la rottura dei rapporti diplomatici tra Torino e Monaco, considerandola una misura necessaria per la difesa di diritti, trattati e leggi 7> contro il notorio mezzo di lotta "' della menzogna italiana.
J) WZ 1861, 30-111; Dcutsotuand und Italica (dal SoliwSbisnher Merltur).
8> NM 1861, ~> S : Ubcr die Goiiàiiftnlmng 1 tu lini .
3) Vedi nota 3, p. 228.
*) NM 1862, 28-11; Was hat D<-ut*chlund ypn djjii Itnlienuirn u erwarteg?;.
S) AZ 1862, 27-11; Die Atterkennùng <lt>s Komgrokhs Italica . - Vedi tmoue W 1862, 24-VII.
61 Vedi nota 3, p. 228.
'? NM 1860, 18-XJÌ,
"> AZ 1861, 1(1-Vili: lias KGmgrwpk Mimi, mid einc diplumuihclivn Sohritic Dcutaptuood gegeniiber (CorrJspnndenzu dall'I tali settentrionale)-