Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <233>
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La stampa bavarese dal 1858 al 1862 233
Non è facile decìdere se 11 partito reazionario ha preso e sviluppato que­sta convinzione dalla sua ideologia o se la stampa di destra l'ha sempli­cemente fatta sua, essendovi favorevolmente disposta per il suo indirizzo spirituale: la questione poi di dove bisogna ricercare l'origine della teo­ria della decadenza , certamente ben indietro nei secoli, non può essere affrontata in questa sede.l) Neanche si può qui approfondire la questio­ne, se questa teoria della decadenza abbia continuato a vivere, se abbia continuato sotto sotto a lievitare, per sfociare, meno di un secolo dopo, nella fatale ideologia delle razze inferiori e del popolo germanico sovrano e nella catastrofica applicazione pratica di questa dottrina; e neanche se si possa tracciare una linea di collegamento tra le dichiarazioni dei gior­nali granditedeschi della metà del secolo XIX ed il nazionalismo panger-manìco del secolo XX. Ma una cosa si può constatare con certezza: la teoria della decadenza ha per anni causato danni, come ogni folle o peri­colosa conseguenza della presunzione, ed ha nuociuto ai rapporti italo-tedeschi; e ciò non solamente in Baviera, dove essa fu propagata, ma anche in Italia, dove non è rimasta ignorata.
Quando programmi politici condannati al naufragio vengono ancora proclamati e difesi come realizzabili, allora essi si mutano in illu­sioni; in mancanza di una trasformazione creativa, al contatto con un ambiente ostile, si giunge anche troppo facilmente alla enunciazione di ideologie corrotte. Il pericolo storico, che fermenta in tali idee illu­sorie, è tanto più grande, quanto più si erano alimentate, in origine, di speranze reali e di una viva forza morale. Da questo pericolo può salvare Solamente il giudizio critico e autocritico del quale erano invece privi, in maniera evidente, i grandi-tedeschi quando intorno agli anni '60 del se­colo scorso la loro dottrina politicosociale si rivelò sempre più come un'utopia anacronistica. La dottrina e l'idea dello Stato grandetedesca era stata ideata senza dubbio grandiosamente e pensata ragionevolmente, progettata per servire un avvenire migliore, era stata sviluppata per ser­vire l'idea del diritto e della pace europea. Non si tratta qui di esaminare di chi sia la colpa se questa visuale politica del mondo ha perduto il con­tatto con la realtà storica se, cioè, la colpa sia della stessa dottrina, dello
l) Ho intenzione di esaminare u suo tempo più da vicino questa teorìa della deca­denza, il ano sfondo colturale e storico; in questa sede verrà perciò solo accennato bre­vemente a questo fenomeno e a quanto ne dice la stampa.
Veramente anche la AZ aveva ammesso obiezioni contro la teoria della deca­denza nelle sue colonne, ma essa era upparentomente disposta a ciò solo fino a quando il contrasto italotedesco non ebi)a conticguenzo militari Cosi la AZ riportava il 22-11 1859 la presa di posizione di un suo corrispondente dalla Lombardia che protestava contro la teoria della decadenza dello spirito e del popolo Italiano . L'espressione teo­ria della decadenza non è dunque una creazione nuova.