Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <234>
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234 Georg Luti
sviluppo spirituale e storico-costituzionale dell'Europa o delle tensioni e difficoltà di politica interna ed estera della Germania, ma si tratta sola­mente di ricordare il fenomeno della teoria della decadenza. Questo si può forse spiegare come uno spaventoso prodotto, secondario ed al-terato, dell'inutile tentativo di fare accettare in politica estera, con tutte le forze, con lo ultime forze, i principi ormai sorpassati dei conservatori grandi-tedeschi, in un'epoca in cui sbocciava e fioriva l'idea di Stato nazionale.
La teorìa della decadenza, che, dal 1859, sotto la guida della cristia­na conservatrice Allgemeine Zeitung di Augusta fu con sempre mag­gior forza propagata, parte dall'affermazione che il carattere italiano è depravato e dà una caotica descrizione della società italiana per spie­gare che la nobiltà, eccezioni a parte, è corrotta ed avida di piaceri, di­visa politicamente inetta; Paltò clero, separato per la sua grande ric­chezza dall'impoverito basso clero, si è mondanizzato ed ha una cultura solo formale, ma in fondo è deplorevolmente ignorante; la borghesia, ca­duta nell'ateismo o in un cupo bigottismo, scende sempre più in basso verso il proletariato, che forma nelle città una plebaglia innumerevole, incomparabilmente abbrutita e insolente; solamente i contadini non sono stati ancora contaminati nell'animo, ma sono troppo miserabili ed Istu­piditi per poter svolgere un ruolo sociale. I doni che ha fornito loro la natura e il più visibile talento degli Italiani non producono che malerba, cosicché in nessuna parte d'Europa, furto, frode, immoralità, ignavia, miseria, mania del gioco sono tanto diffusi quanto nella penisola italiana. Questa totale decadenza morale, che impedisce di riconoscere le proprie debolezze ed i propri errori e accusa i governi stranieri di tutti i mali politici e sociali, rende il popolo italiano incapace di assumere ed eserci­tare una responsabilità statale indipendente. Queste le ragioni per le quali l'Italia, politicamente e spiritualmente, è rimasta ferma al Medioevor E forse un'affermazione dura, ma vera, che gli errori degli Italiani sono ciò che di più nazionale essi hanno . L'Italia è incatenata ai suoi er­rori nazionali, alla depravazione morale del suo popolo. 'I Questi di­fetti, per di più, non si possono curare con nessun mezzo, poiché sono sintomi di un male cronico , le cui cause provengono dall'intima na­tura, dal nervo vitale degli Stati e delle popolazioni dell'Italia . *> Il quadro di un'Italia malata ed arretrata è contrapposto a quello di una Germania sana che, per ora solo nel campo culturale, accampa i suoi
*} TwfiT!ottt ù p. 43. Vedi IUMUB AZ 1859, 28-X.T1; RUckMìake . AZ 185.9, <WÈtÌ;ÌtnUi>niRclit! Verhaitntee . M 18S9, 4-U: Die HofiVraugnii auf Pfcafiten .
2) Vedi M>ta 3, I. 48.